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05 Maggio 2025

Dengue in Italia, quasi 700 casi nel 2024. Iss: allerta per i mesi estivi

Dall’aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità emergono 213 casi autoctoni e 480 importati per il 2024. A partire dai mesi di maggio e giugno le amministrazioni comunali chiamate a intensificare le misure di prevenzione

di Redazione Vet33


Dengue in Italia, quasi 700 casi nel 2024. Iss: allerta per i mesi estivi

Con l’arrivo della stagione calda, torna l’allarme Dengue in Italia. Nel 2024, il sistema di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità ha registrato 693 casi confermati, di cui 213 autoctoni e 480 importati. A Fano, epicentro del focolaio più ampio, è stata adottata un’ordinanza con misure preventive per contrastare la proliferazione della zanzara tigre. Intanto, il Brasile continua a fare i conti con numeri allarmanti, registrando oltre un milione di casi dall’inizio del 2025.
 

L’aggiornamento dell’Iss

Dal 1° gennaio al 3 dicembre 2024, ultimo aggiornamento della dashboard dell’Iss per i casi segnalati lo scorso anno, al sistema di sorveglianza nazionale risultano 693 casi confermati di Dengue (213 autoctoni e 480 importati), 7 di Zika Virus, 15 di Chikungunya, 50 di infezione neuro-invasiva-Tbe e 90 casi confermati di Toscana Virus. A partire dai mesi di maggio-giugno 2025, le amministrazioni delle città dovrebbero far partire le disinfestazioni in vista dell’estate.

Ordinanze comunali come misure preventive

A Fano, che lo scorso anno ha avuto il focolaio di casi Dengue di maggiori dimensioni con oltre 130 casi, il Comune ha già emanato una ordinanza dove sono definite una serie di misure obbligatorie “finalizzate a prevenire e controllare la diffusione di malattie trasmesse da insetti vettori, in particolare dalla zanzara tigre (Aedes albopictus) e dalla zanzara comune (Culex pipiens)”.
L’ordinanza si rivolge a tutti i cittadini, enti pubblici e soggetti privati, proprietari o utilizzatori di aree all’aperto, affinché “adottino comportamenti virtuosi finalizzati a prevenire la formazione ed alla eliminazione dei focolai larvali come: evitare l’accumulo di acqua piovana, mantenere puliti cortili e giardini, trattare regolarmente tombini, vasche, fontane o altri punti critici con prodotti larvicidi adeguati. Particolare attenzione – si legge nel documento – è richiesta anche nei cimiteri, nei vivai, nei cantieri e nello svolgimento di peculiari attività nelle quali l’accumulo d’acqua può essere frequente e difficilmente gestibile”.

I numeri del Sud America

Lo scorso anno a metà marzo il Ministero della Salute aveva varato la circolare sulla Dengue sulla scia dei focolai epidemici in Sud America, soprattutto in Brasile. Una situazione che anche per il 2025 non è diversa: dall’inizio del 2025, il Brasile ha registrato oltre un milione di casi di Dengue, con un bilancio di 668 vittime confermate. Numeri inferiori allo stesso periodo del 2024, quando il Paese sud americano aveva registrato 4 milioni di contagi e 3.809 vittime.

Le FAQ dell’Iss

L’Iss mette a disposizione le risposte alle domande più frequenti. 

● Posso capire di aver contratto il virus Dengue dai sintomi? 

“Sebbene in alcuni casi determina delle conseguenze cliniche molto gravi, l’infezione da virus dengue può presentarsi in forma asintomatica o con sintomi lievi e/o molto aspecifici (febbre accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle). Quindi è necessario un esame di laboratorio specifico (isolamento, molecolare, antigenico, sierologico con evidenza di siero conversione o neutralizzazione) per confermare una infezione”.

● Quando devo fare il test? 

“Se si è rientrati da un viaggio in un Paese in cui il virus è endemico e si hanno sintomi compatibili con l’infezione;
se si è in un’area in cui c’è stato un caso confermato del virus e si hanno sintomi compatibili con l’infezione;
se si viene individuati come contatto stretto di un caso confermato nel corso delle indagini epidemiologiche, anche in assenza di sintomi”.

● Cosa rischia chi viene infettato? Ci sono cure o vaccini?

“Il periodo di incubazione va dai 3 ai 14 giorni mentre il periodo medio di incubazione è di 4-7 giorni. L’infezione può essere asintomatica in più del 50% dei casi o caratterizzata da una malattia febbrile moderata, la febbre da Dengue, fino ad arrivare, in circa il 5% dei casi sintomatici, alle forme più gravi. Il tasso di mortalità può infatti variare da meno dell’1% fino a circa il 10-15% nelle forme gravi. Pur rappresentando un’intensa area di ricerca scientifica e sperimentazione, non è disponibile una terapia antivirale specifica autorizzata, ovvero in grado di inibire la replicazione di Denv nell’individuo infetto. La cura dei malati sia nelle forme lievi che in quelle più severe, si basa quindi su terapie sintomatiche e di supporto.

I farmaci disponibili

Per quanto riguarda la prevenzione, a livello globale, “sono ad oggi disponibili sul mercato, dopo molti anni di ricerche, sperimentazioni e trial clinici, due vaccini tetravalenti formulati con virus vivi attenuati, i cui nomi commerciali sono Dengvaxia e Qdenga; solo quest’ultimo è commercializzato in Italia e viene utilizzato nell’ambito della medicina dei viaggi”, conclude l’Iss.

TAG: BRASILE, DENGUE, FANO, ISS, ITALIA

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