Professione
26 Maggio 2026Un’indagine globale condotta da Boehringer Ingelheim su 1.046 medici veterinari in 51 Paesi identifica gli aspetti meno riconosciuti della professione: l'87% dei veterinari per animali da compagnia indica la diagnosi precoce, il 65% dei veterinari d'allevamento la sicurezza alimentare

L’individuazione di problemi di salute nascosti e segnali di dolore, la protezione della sicurezza alimentare e la sorveglianza delle malattie sono gli aspetti più importanti ma meno riconosciuti della professione veterinaria. Lo rileva un’indagine globale condotta da Boehringer Ingelheim su 1.046 medici veterinari qualificati in 51 Paesi, pubblicata nell’ambito della campagna Going Beyond 2026. L’87% dei veterinari per animali da compagnia indica la capacità diagnostica come la competenza più invisibile agli occhi dei proprietari; tra i veterinari d’allevamento, invece, il 65% cita la sicurezza della filiera alimentare e il 62% la sorveglianza delle malattie.
Per i medici veterinari di piccoli animali, il contributo meno riconosciuto è la capacità di identificare patologie nascoste e segnali precoci di malattia. Competenze che nascono da anni di formazione.
“Molto spesso, durante una visita veterinaria, il proprietario vede solo il risultato finale: una diagnosi, una terapia, un consiglio. Dietro quelle decisioni, però, ci sono anni di formazione universitaria, specializzazione ed esperienza clinica”, ha dichiarato Marco Melosi, presidente ANMVI. “Il medico veterinario è chiamato ogni giorno a riconoscere segnali deboli, intercettare patologie nascoste e prendere decisioni che possono cambiare la qualità e l’aspettativa di vita degli animali”.
Il percorso formativo per diventare veterinario richiede generalmente cinque anni di studi universitari, ai quali si possono aggiungere almeno tre anni di specializzazione. Alcune decisioni cliniche sono quindi basate su oltre un decennio di studi ed esperienza clinica pratica. Inoltre, con l’aumento delle aspettative dei pet parents in termini di salute e benessere, il giudizio clinico veterinario diventa sempre più centrale in tutte le fasi della cura: dalla prevenzione alla diagnosi precoce fino alla gestione di condizioni complesse. Un lavoro che resta invisibile: l’87% dei veterinari per animali da compagnia intervistati ha indicato proprio l’“individuazione di problemi di salute nascosti” come l’aspetto più importante ma meno riconosciuto del loro ruolo.
Tra i veterinari equini, gli aspetti meno riconosciuti sono l’“identificazione del dolore nascosto e dei segni precoci delle malattie” (60%) e l’“utilizzo dell’ambiente e della storia clinica del cavallo per prevedere i rischi sanitari (42%).
“Una parte fondamentale del lavoro veterinario si svolge lontano dai riflettori: significa saper leggere segnali sottili, interpretare il comportamento dell’animale e integrare informazioni cliniche, ambientali e gestionali”, ha commentato Giorgio Strozzi, presidente SIVE (Società Italiana Veterinari per Equini). “Questo approccio non solo migliora il benessere e le performance del cavallo, ma consente anche di prevenire patologie complesse e costose”.
Nella pratica, tutto ciò significa fornire indicazioni personalizzate sull’alimentazione del cavallo, sull’igiene orale e degli zoccoli, vaccinazioni, controllo dei parassiti, valutazione dello stato osteoarticolare e gestione degli ambienti in cui vive, contribuendo a prevenire patologie come coliche, laminite, zoppie, malattie respiratorie e cardiocircolatorie.
I veterinari d’allevamento identificano come aspetti più trascurati la “protezione della sicurezza alimentare” (65%) e la “sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie” (62%). Il 60% delle malattie infettive umane si trasmette tra animali e uomini e il 70% delle malattie emergenti ha origine animale.
“I veterinari che operano nel settore buiatrico sono impegnati non solo nella cura degli animali, ma anche nella prevenzione, nel monitoraggio continuo degli allevamenti e nella gestione dei rischi sanitari che possono avere un impatto sull’intera collettività”, ha sottolineato Vito Loconte, presidente SIVARSIB (Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito e Buiatria).
La medicina veterinaria applicata al mondo dell’allevamento ha un impatto diretto e misurabile sulla filiera alimentare, contribuendo a circa il 34% dell’apporto proteico globale.
“Accanto alla cura e al benessere degli animali, la professione veterinaria svolge una funzione essenziale nell’ambito della sanità pubblica, della sicurezza alimentare, della prevenzione e sorveglianza delle malattie. Ogni giorno i veterinari operano per garantire la tutela della salute animale e umana, contribuendo concretamente alla sicurezza delle produzioni alimentari e al rafforzamento dell’approccio One Health”, ha commentato Bartolomeo Griglio, Presidente AIVEMP (Associazione Italiana Veterinari per la Medicina Pubblica e le Produzioni).
“Ogni giorno i medici veterinari svolgono un lavoro silenzioso ma essenziale: proteggono la salute e il benessere degli animali, garantiscono la sicurezza degli alimenti e contribuiscono alla prevenzione e al controllo delle malattie che possono avere un impatto anche sull’uomo”, ha dichiarato Gaetano Penocchio, presidente FNOVI. “Gran parte di questo impegno resta invisibile agli occhi del pubblico, proprio perché la prevenzione efficace spesso non fa notizia”.
L’indagine si inserisce nella campagna Going Beyond, sviluppata da Boehringer Ingelheim in collaborazione con WSAVA, World Association for Buiatrics e American Association of Equine Practitioners, lanciata per la prima volta in occasione della Giornata Mondiale della Veterinaria 2024.
“In un contesto sempre più interconnesso, il veterinario rappresenta un presidio chiave di equilibrio tra salute animale, umana e ambientale” ha aggiunto Karin Ramot, Head of Boehringer Ingelheim Animal Health Italia. “Rendere più evidente questo suo contributo significa rafforzare una cultura della prevenzione e promuovere una consapevolezza più ampia del suo ruolo strategico all’interno dell’approccio One Health, a beneficio dell’intera collettività”.
Questi risultati evidenziano il ruolo di vasta portata della professione veterinaria nella nostra vita quotidiana, dalla cura degli animali da compagnia presenti in oltre la metà delle famiglie del mondo, alla tutela degli animali e dei prodotti di origine animale che aiutano a nutrire il 97% della popolazione mondiale.
CITATI: BARTOLOMEO GRIGLIO, GAETANO PENOCCHIO, GIORGIO STROZZI, KARIN RAMOT, MARCO MELOSI, VITO LOCONTESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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