Animali selvatici
10 Luglio 2026La prima indagine sistematica sui mammiferi del Comune di Trieste, coordinata dall'Università di Trieste, ha rilevato 18 specie attraverso 156 fototrappole in 78 siti di monitoraggio e oltre 2.300 notti di osservazione. Tra le specie più significative figurano il gatto selvatico, la puzzola e lo sciacallo dorato

Per la prima volta è disponibile un’indagine sistematica sulla presenza, distribuzione e abbondanza dei mammiferi di media e grande taglia nel Comune di Trieste. Lo studio, coordinato da Alessio Mortelliti, docente di Ecologia del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, ha utilizzato 156 fototrappole distribuite in 78 siti di monitoraggio per un totale di oltre 2.300 notti di osservazione tra novembre 2025 e febbraio 2026, documentando 18 specie senza interferire con il loro comportamento.
Tra le specie più diffuse figurano il capriolo, il cinghiale e lo sciacallo dorato. Di particolare interesse scientifico i rilevamenti di gatto selvatico e puzzola, specie di rilevanza conservazionistica la cui presenza in prossimità di un contesto urbano rappresenta un dato inatteso. Complessivamente il territorio triestino ha mostrato un elevato valore naturalistico, con una comunità di mammiferi ricca e diversificata.
Oltre alla checklist delle specie presenti, i ricercatori hanno elaborato le prime mappe della probabilità di presenza e dell’abbondanza nei diversi ambienti del territorio comunale (aree forestali, ambienti carsici, zone agricole e periurbane), attraverso modelli statistici avanzati. Questi dati permetteranno di comprendere meglio il rapporto tra fauna e habitat e di individuare le aree di maggiore concentrazione delle singole specie.
“I risultati mostrano che Trieste ospita una comunità di mammiferi particolarmente ricca e diversificata”, spiega Mortelliti. “Non si tratta di un fenomeno legato ai cambiamenti climatici, ma della particolare posizione del territorio triestino, strettamente connesso dal punto di vista ecologico con il Carso e con le aree naturali della Slovenia. Questa continuità ambientale, insieme all’espansione dei boschi sul Carso negli ultimi decenni, ha favorito la presenza di numerose specie selvatiche anche vicino alla città”.
I dati raccolti supporteranno le future attività di conservazione della biodiversità, la gestione faunistica e la pianificazione urbanistica e ambientale del Comune di Trieste.
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