Professione
23 Ottobre 2024Le modifiche approvate alla pdl AC 30 evitano che la professione veterinaria sia penalizzata, salvaguardando così il suo ruolo centrale nella tutela della salute e del benessere animale

Anmvi, Fnovi e SIVeMP accolgono con favore – in un comunicato stampa congiunto – le modifiche apportate alla proposta di legge AC 30, che regola i reati contro gli animali. Gli emendamenti correttivi approvati il 16 ottobre dalla II Commissione Giustizia della Camera confermano la professione veterinaria come garante della salute e del benessere animale, eliminando rischi che ne avrebbero compromesso l’esercizio. Le associazioni sottolineano che le modifiche hanno risolto diverse criticità (es. punibilità per colpa, radiazione automatica dall’albo), riaffermando il ruolo ordinistico e le responsabilità veterinarie senza interferenze improprie.
“Le modifiche apportate alla pdl AC 30 [Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali – Brambilla, Rizzetto, Ascari, Carotenuto, Sergio Costa, Evi, Gallo, Saccani Jotti] sono migliorative, restituendo coerenza giuridica alla proposta. Inoltre, rispecchiano la considerazione del Legislatore per le obiezioni sollevate in audizione parlamentare dalla Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) e tempestivamente segnalate al Governo dalla Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) e dal Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica (SIVeMP)”.
“Gli emendamenti – si legge nel comunicato firmato dai Presidenti Marco Melosi e Gaetano Penocchio e dal Segretario Nazionale del Sindacato Aldo Grasselli – hanno evitato l’indebolimento dell’esercizio professionale medico veterinario, pubblico e privato, improvvidamente esposto penalmente per il mero fatto di essere esercitato, con esautorazione del ruolo disciplinare ordinistico e con la fantasiosa attribuzione a non ben precisate ‘guardie particolari’ di funzioni di vigilanza proprie dell’autorità competente veterinaria ufficiale”.
“La formulazione iniziale della proposta di legge AC 30 conteneva, infatti, gravi pregiudizi per l’esercizio professionale nel settore della medicina pubblica e della medicina veterinaria libero professionale, fino alla paradossale equiparazione della somministrazione di medicinali veterinari al maltrattamento”.
“In sintesi: esponendo l’atto medico veterinario al rischio di risultare in sé stesso delittuoso (come colpa o come circostanza aggravante), la pdl AC 30 – qualora non modificata – avrebbe inibito il sereno esercizio della funzione veterinaria, con grave pregiudizio proprio per quella tutela animale che si intende rafforzare”.
“Le modifiche, opportunamente approvate dalla II Commissione Giustizia, con il parere favorevole della relatrice On Michela Vittoria Brambilla, non introducono alcuna forma di impunità restando ferma per ‘chiunque’ la perseguibilità penale dei reati contro gli animali” chiosa il testo.
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