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24 Aprile 2026

Formazione specialistica veterinaria, Dpcm Borse ancora fermo. Quattro proposte al Governo

Fnovi ed Enpav hanno presentato un documento congiunto sulla formazione specialistica in medicina veterinaria. Il Dpcm di riparto delle borse di studio non è ancora stato emanato, bloccando i bandi universitari e rischiando di rendere l’anno accademico 2025/2026 un “anno sabbatico” forzato

di Redazione Vet33


Formazione specialistica veterinaria, Dpcm Borse ancora fermo. Quattro proposte al Governo

La Legge di Bilancio 2025 aveva introdotto le borse di studio per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica, un segnale atteso, che avrebbe dovuto sbloccare l’accesso alle scuole di specializzazione a partire dall’anno accademico 2024-2025. Ma il Dpcm di riparto delle risorse, necessario per rendere operative le borse e consentire agli atenei di pubblicare i bandi, non è ancora stato emanato. Diversi atenei hanno espletato i concorsi e definito le graduatorie, ma le scuole non sono state attivate. La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) e l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Veterinari (Enpav) lo definiscono “un anno sabbatico forzato che il sistema della sanità pubblica non può assolutamente permettersi”. Con un documento congiunto, i due organismi avanzano quattro proposte operative e chiedono un tavolo tecnico urgente con Ministro dell’Università e della Ricerca (Mur), Ministero della Salute, Ministro dell’Economia e delle Finanze (Mef) e Presidenza del Consiglio.

Il nodo: il Dpcm che non arriva

La legge di bilancio 2025 ha introdotto, a decorrere dall’anno accademico 2024-2025, una borsa di studio per i professionisti dell’area sanitaria non medica iscritti alle scuole di specializzazione, inclusa la medicina veterinaria. L’importo è di circa 4.773 euro lordi annui. La ripartizione delle risorse è demandata a un Dpcm su proposta del Mur, di concerto con il Ministro della Salute e con il Mef. Ad oggi, quel provvedimento non è ancora stato adottato.

Le conseguenze sono concrete: in assenza del decreto attuativo, gli atenei non possono pubblicare i bandi, le scuole non vengono attivate e gli specializzandi selezionati (con concorsi già espletati e graduatorie definite) non possono iniziare il percorso formativo. L’accesso alle scuole di specializzazione dell’area sanitaria non medica è limitato ai soli posti coperti da borsa, e la nuova normativa ha eliminato i “posti in deroga” rispetto a quelli autorizzati a livello nazionale.

Le criticità strutturali

Il documento Fnovi-Enpav non si limita all’emergenza del Dpcm, ma identifica criticità strutturali più profonde nell’assetto delle scuole di specializzazione veterinarie:

Aree formative carenti: epidemiologia delle popolazioni, analisi epidemiologica dei fattori determinanti e/o condizionanti l’insorgenza delle malattie, sicurezza alimentare, gestione del rischio urbano, comportamento animale, prevenzione delle aggressioni, percorsi clinici ad oggi quasi assenti in Italia

Devoluzione e percorsi paralleli: preoccupazione esplicita per il rischio di creazione di percorsi formativi paralleli o conflittuali con la professione veterinaria, che deve rimanere l’unico riferimento tecnico-scientifico per la tutela della salute e del benessere animale

Carenza di specialisti nel SSN: il blocco degli accessi aggrava la carenza di professionalità specialistiche in sanità pubblica veterinaria, igiene degli alimenti, sanità animale e One Health

Le quattro proposte operative

1. Misure transitorie immediate. Consentire agli atenei di pubblicare i bandi e avviare le scuole per l’A.A. 2025/2026 anche nelle more del Dpcm, con eventuale riconoscimento successivo delle borse senza bloccare l’inizio delle attività.

2. Posti senza borsa. Prevedere esplicitamente la possibilità di attivare posti senza copertura statale, in numero almeno pari ai posti con borsa, sul modello già consolidato per i dottorati di ricerca, per non comprimere l’accesso per sole ragioni finanziarie.

3. Coordinamento sul fabbisogno triennale. Aggiornare e definire il fabbisogno triennale di specialisti con il Ministero della Salute e le Regioni, assicurando coerenza tra programmazione formativa e necessità dei servizi.

4. Adeguamento prospettico delle borse. Valutare l’incremento dell’importo delle borse, le condizioni di fruizione, la compatibilità con altri redditi e i possibili co-finanziamenti, per rendere il percorso realmente attrattivo e sostenibile.

Fnovi ed Enpav si pongono come interlocutori unici e compatti verso il Governo, chiedendo un tavolo tecnico urgente con Mur, Ministero della Salute, Mef e Presidenza del Consiglio per una soluzione rapida, trasparente e strutturale. La posta in gioco, ribadisce il documento, è il ruolo del medico veterinario come pilastro della sanità pubblica italiana.

TAG: BORSE DI STUDIO, ENPAV, FABBISOGNO, FNOVI, SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE, SPECIALIZZAZIONI, SSN

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