Professione
24 Settembre 2024Due medici veterinari di Reggio Calabria, la dott.ssa Erminia Miriello e il dott. Mario Chirico, sono stati colpiti da un grave attacco intimidatorio. L’Ordine professionale esprime solidarietà ai colleghi, chiedendo una risposta ferma e la fine dell’indifferenza sociale

Nella notte tra il 29 e il 30 agosto, ignoti hanno appiccato un incendio nell’ambulatorio veterinario della dott.ssa Erminia Miriello a Reggio Calabria, causando gravi danni alla struttura. È solo l’ultimo di una serie di atti intimidatori contro i professionisti sanitari. In risposta, il Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Reggio Calabria, Rocco Salvatore Racco, ha espresso la solidarietà della categoria, chiedendo azioni severe da parte della giustizia e una presa di coscienza collettiva.
“Interpretando i sentimenti di tutto il Consiglio posso con certezza esprimere la vicinanza nostra e di tutta la categoria alla dott.ssa Erminia Miriello ed al collega dott. Mario Chirico, per anni collaboratore della stessa struttura” ha dichiarato Rocco Salvatore Racco. “Purtroppo la cittadinanza è quasi assuefatta dalle continue aggressioni verso la classe sanitaria ma Noi non possiamo soccombere di fronte ad ogni forma di attentato; lo dobbiamo nei confronti della nostra intelligenza, dei nostri studi, dei sacrifici giornalieri, dei nostri genitori che hanno investito in noi e non ultimo verso i nostri pazienti con i loro proprietari”.
“Conosciamo bene la collega Erminia Miriello, come libero professionista pura, come madre di famiglia, come persona estremamente corretta – continua Racco – tali azioni delittuose sono indegne per ogni società e meritano di essere trattati con la massima severità dalla Giustizia che soprattutto in questi casi deve essere severa e garantire la certezza della pena; sarebbe auspicabile una presa di coraggio della società civile che non deve restare nel limbo dell’indifferenza sperando, singolarmente, di non essere coinvolta”.
“Ai colleghi chiedo maggiore attenzione nell’esercizio della professione ribadendo che è fondamentale seguire le regole dettate dal nostro codice deontologico, dal vivere civile oltre che dal buon senso. Le azioni criminose verso gli operatori della sanità non sono tutte uguali, quelle verbali ed entro alcuni limiti quelle fisiche nel tempo scemano ma quando si distrugge una struttura con decenni di onorata attività si cancella ogni volontà di ripresa, si demoralizzano i collaboratori, le famiglie, la stessa categoria veterinaria”.
“La prevenzione di tali aggressioni alla sanità (e non solo) non necessita la militarizzazione della società ma una unitaria presa di coscienza della classe politica che la deve smettere con le risse, sia interne che con gli altri poteri dello Stato, la deve finire con le decretazioni d’urgenza, ha il dovere di far rispettare quanto già prodotto e soprattutto garantire per chiunque la certezza sanzionatoria” sottolinea il Presidente.
“È questo per me un momento di rabbia e scoramento dettato dalla constatazione che la nostra provincia si sta desertificando in tutti i sensi; esiste la desertificazione determinata dai cambiamenti climatici ma, ben più grave nel tempo medio, quella culturale; i nostri giovani, le nostre risorse vanno ad arricchire altri territori più accoglienti, nazionali ed esteri”.
“Chi scrive ha la certezza che un Ordine di circa 280 iscritti – il nostro – vede decine di unità fuori regione o all’estero che prima o poi creeranno le condizioni per avvicinare a loro colleghi e conoscenti i cui esiti saranno spopolamento ed abbandono di realtà territoriali ricche di storia e cultura. Concludo questa nota di carattere meditativo, rinnovando la vicinanza ed abbracciando calorosamente Erminia e Mario, nella certezza che sapranno superare tale momento di difficoltà”.
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