Cani
26 Agosto 2024Fnovi e Anmvi in una nota congiunta hanno espresso condanna e preoccupazione per l’uso di metodi coercitivi nell’addestramento dei cani, sottolineando l’importanza di tecniche basate sul benessere e il rispetto dell’animale

Il 12 agosto, con un comunicato congiunto, la Federazione Nazionale Ordini dei Veterinari Italiani (Fnovi) e l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) hanno rilasciato una dichiarazione in cui condannano fermamente l’uso di metodi violenti e coercitivi nell’educazione dei cani, ribadendo l’importanza di approcci che tutelino il benessere dell’animale. L’appello è arrivato in seguito a recenti episodi di cronaca che hanno riportato l’uso di tali pratiche.
“La Fnovi e l’Anmvi condannano qualsiasi metodo di educazione/addestramento coercitivo e violento che provochi dolore, disagio e paura nel cane. Esprimono altresì indignazione per la barbara sopravvivenza – circoscritta a devianze episodiche e residuali, ma egualmente intollerabili – di metodi non consentiti dalla legge.
Fnovi e Anmvi – si legge nel comunicato – sottolineano che una corretta relazione uomo-cane può realizzarsi soltanto tutelando e sviluppando il benessere dell’animale. Per strutturare un buon percorso educativo è indispensabile conoscere e rispettare le fasi evolutive del cane, i suoi bisogni sociali e mettere in campo competenze tecnico-scientifiche in grado di realizzare una corretta integrazione del cane nella società.
La figura del Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale è fondamentale per garantire, in collaborazione con educatori e istruttori cinofili qualificati, il benessere del cane, per prevenire l’insorgere di problemi comportamentali e anche per tutelare la sicurezza delle persone”.
Infine, viene ricordato “il vigente divieto di ogni forma di addestramento che esalti o provochi forme di aggressività canina”.
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