Professione
04 Novembre 2026Dal 2027 il contributo integrativo ENPAV sale al 3% e dal 2030 al 4%, ma l’aumento non tocca i dipendenti SSN in esclusività. Per UIL FP i convenzionati con gli stessi vincoli vanno trattati allo stesso modo
I veterinari convenzionati che lavorano in esclusiva per il Servizio sanitario nazionale pagheranno il nuovo contributo integrativo previsto dalla riforma ENPAV. I colleghi dipendenti, vincolati allo stesso regime, ne saranno invece esentati. È la disparità denunciata da UIL FP, che ha inviato all’Ente di previdenza una richiesta formale di revisione e chiede di aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali.
La riforma dell’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Veterinari prevede un innalzamento in due tappe del contributo integrativo: al 3% a partire dal 2027 e al 4% dal 2030. Secondo quanto riferito dal sindacato, l’aumento non si applicherà ai medici veterinari dipendenti in regime di esclusività. Resterà invece a carico dei veterinari convenzionati con il SSN, anche quando questi operano con gli stessi vincoli di esclusività.
A sollevare il caso sono Paolo Campi, coordinatore nazionale UIL FP Area Veterinaria, e Pier Luigi Patrono, coordinatore nazionale UIL FP della Specialistica Ambulatoriale. Il loro argomento è che la differenza di trattamento dipende solo dalla forma contrattuale e non dalle condizioni concrete di lavoro. Chi è legato in esclusiva al SSN non può svolgere attività libero-professionale. Per questo, sostengono, non ha modo di recuperare il maggior costo contributivo ribaltandolo sui clienti, come può fare chi lavora anche in libera professione.
«Non è accettabile che due veterinari che operano in regime di esclusività per il Servizio sanitario nazionale siano sottoposti a trattamenti previdenziali differenti soltanto per la diversa natura del rapporto di lavoro», affermano i due coordinatori.
La disparità era già stata segnalata da 14 delegati ENPAV durante l’Assemblea nazionale del 14 aprile 2024. Oggi il sindacato la ripropone con una nuova richiesta formale all’Ente, firmata dalla Segretaria generale nazionale di UIL FP.
La richiesta ha tre punti. Il primo è che l’ENPAV riconosca la specificità dei veterinari convenzionati in esclusività, distinguendoli da chi affianca all’attività convenzionata quella libero-professionale. Il secondo è una revisione della disciplina contributiva che li riguarda. Il terzo è l’apertura di un confronto con le organizzazioni sindacali.
I coordinatori precisano di non voler mettere in contrapposizione dipendenti e convenzionati. L’obiettivo dichiarato è affermare che, a parità di vincoli professionali, il sistema previdenziale non debba penalizzare una parte della categoria in base al tipo di contratto.
CITATI: PAOLO CAMPI, PIER LUIGI PATRONOSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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