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19 Settembre 2024

La vaccinazione dei cani in canile. I protocolli aggiornati per cuccioli e adulti

Quali sono i protocolli vaccinali più recenti per cuccioli e cani adulti che vivono in canili? Una guida, basata sulle linee guida Wsava 2024, che evidenzia come proteggere gli animali in contesti a rischio elevato di malattie infettive


La vaccinazione dei cani in canile. I protocolli aggiornati per cuccioli e adulti

Se per molti animali da compagnia è sufficiente seguire un protocollo vaccinale standard, per quelli che vivono in altre strutture è fondamentale adattare la consueta prassi in base ai contesti specifici e ai rischi epidemiologici. 

Che cosa fare, quindi, con i cani che vivono in allevamenti, canili, pensioni, degenze ospedaliere, esposizioni o mostre? Come intervenire nei contesti dove sono maggiormente esposti al rischio di contrarre malattie? Lo spiega la professoressa Paola Dall’Ara nella nuova edizione del volume Vaccini e vaccinazioni degli animali da compagnia.
 

I canili

I canili di oggi sono strutture molto variegate e diverse tra loro. Vi sono differenze normative tra un canile sanitario e un canile rifugio, ma in entrambe le realtà i rischi sanitari sono molteplici e la prevenzione è essenziale. Se al momento dell’entrata di un cane adulto in un canile la documentazione relativa alla vaccinazione è inequivocabile, non c’è ragione di rivaccinare l’animale con i vaccini core.

Vaccinazione dei cuccioli 

Nella Tabella qui sotto sono riportati i protocolli vaccinali consigliati per i cuccioli che entrano in un canile. Per i cuccioli, occorre somministrare una dose di vaccini core (parvovirosi, cimurro, epatite) all’entrata (subito prima o subito dopo) e continuare con dosi ripetute ogni 3 settimane fino alle 16-18 settimane di età, o fino a 20 settimane (5 mesi) secondo le ultime linee guida Wsava 2024; in caso di sospetta epidemia, l’intervallo vaccinale può scendere a 2 settimane.
In condizioni di non emergenza, i cuccioli possono essere vaccinati a partire dalle 6-8 settimane di età; in caso di epidemia (di parvovirosi o di cimurro), invece, è possibile anticipare la vaccinazione a 4 settimane di età. Ovviamente a queste età (4-6 settimane) gli Mda, se presenti, possono interferire con la vaccinazione; ma molto spesso le informazioni sull’assunzione di colostro di questi cuccioli sono del tutto assenti e quindi ci si trova a dover lavorare alla cieca. 
Oltre alle vaccinazioni core, se necessario è possibile somministrare anche uno o più vaccini non-core: ad esempio, il vaccino per la parainfluenza, con lo stesso schema delle vaccinazioni core, e il vaccino per Bordetella bronchiseptica preferibilmente per via IN con un’unica somministrazione a partire dalle 3-4 settimane di età; eventualmente, si può ricorrere anche a un vaccino con classica somministrazione per via parenterale (ma in questo caso sarebbero necessarie due inoculazioni a distanza di 2-4 settimane l’una dall’altra a partire dalle 4-6 settimane di età) o a un vaccino per via orale (l’unico registrato in Italia, però, prevede come età minima di somministrazione 8 settimane).
I vaccini a somministrazione mucosale (IN o per os) sono quelli raccomandati per i cani di canile. La vaccinazione verso questi due agenti eziologici del complesso delle malattie infettive respiratorie del cane serve “solo” per aiutare a gestire la malattia che non è prevenibile con la vaccinazione visto il suo carattere multifattoriale. 
Le linee guida non aggiungono altre vaccinazioni ma, secondo la professoressa Dall’Ara, vista la situazione epidemiologica italiana, è opportuno prevedere per i cuccioli, come per gli adulti, anche la vaccinazione per la leptospirosi, da iniziare, a seconda del rischio, a 6-7 settimane di età o a 11-12 settimane di età, con un richiamo 3-4 settimane dopo. La vaccinazione per la rabbia dipende dalla normativa locale. 

Vaccinazione degli adulti 

Per i cani adulti, occorre somministrare una dose di vaccini core (parvovirosi, cimurro, epatite) all’entrata (subito prima o subito dopo) e ripetere dopo 3 settimane; in caso di sospetta epidemia, l’intervallo vaccinale può scendere a 2 settimane.
Oltre alle vaccinazioni core, se necessario è possibile somministrare anche uno o più vaccini non-core: ad esempio, il vaccino per la parainfluenza, con lo stesso schema delle vaccinazioni core, e il vaccino per Bordetella bronchiseptica (IN, per os o SC) con due dosi a distanza di 2-3 settimane. I vaccini a somministrazione mucosale (IN o per os) sono quelli raccomandati per i cani di canile: come da foglietto illustrativo sarebbe sufficiente una sola dose, ma secondo le linee guida in una situazione ad alto rischio una seconda dose può fornire una protezione migliore. Come per i cuccioli, la vaccinazione verso questi due agenti eziologici serve per aiutare a gestire la malattia.
Anche per il cane adulto le linee guida non aggiungono altre vaccinazioni ma Dall’Ara suggerisce, data la situazione epidemiologica italiana, di prevedere per gli adulti, come per i cuccioli, anche la vaccinazione per la leptospirosi, con una vaccinazione all’entrata (subito prima o subito dopo) da ripetere dopo 3-4 settimane. Inoltre, nei canili situati in zone a rischio, è possibile prevedere anche la vaccinazione per la leishmaniosi, da eseguire a partire dai 6 mesi di età. La vaccinazione per la rabbia dipende dalla normativa locale.

Per saperne di più su come scegliere i vaccini e quali variabili considerare leggi Vaccini e vaccinazioni degli animali da compagnia. Lo stesso argomento è stato trattato anche in un’intervista all’autrice e in quest’altro articolo.

A cura di Grazia Lapaglia

CITATI: PAOLA DALL'ARA
TAG: CANI, CANILI, LINEE GUIDA, PROTOCOLLO VACCINALE, VACCINAZIONE, VACCINI, WSAVA

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