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25 Febbraio 2026

Equini animali d’affezione, presentata alla Camera la proposta di legge Brambilla

Il testo punta a vietare la macellazione, istituire un registro anagrafico presso le ASL e creare una Commissione tecnica con rappresentanti FNOVI e SIVE

di Redazione Vet33


Equini animali d’affezione, presentata alla Camera la proposta di legge Brambilla

È stata presentata alla Camera la proposta di legge “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione”, a prima firma dell’onorevole Michela Vittoria Brambilla. Tra gli obiettivi, il divieto di macellazione degli equidi, l’istituzione di un registro anagrafico gestito dai Servizi veterinari delle ASL e l’introduzione di nuove regole su competizioni, farmaci ed eutanasia, con il coinvolgimento diretto della professione veterinaria e delle associazioni di tutela animale.

Che cosa comporta lo status di animali d’affezione per gli equini

Il fulcro del disegno di legge è l’attribuzione agli equini dello status giuridico di animali d’affezione, con conseguente divieto di destinazione alla macellazione e al consumo alimentare. La proposta si inserisce in un dibattito parlamentare più ampio, segnato da reazioni critiche da parte delle filiere produttive della carne equina, a cui i promotori replicano richiamando una trasformazione culturale in atto nella società italiana.

Durante la presentazione in conferenza stampa alla Camera, la deputata Brambilla ha ribadito l’obiettivo di superare l’attuale modello di gestione degli equidi a fine carriera sportiva o lavorativa, denunciando presunte criticità in materia di tracciabilità delle carni e trasparenza delle filiere.

Registro anagrafico equini e ruolo dei Servizi veterinari

L’articolo 2 del testo prevede l’istituzione di un registro anagrafico degli equini presso le aziende sanitarie locali, gestito dai Servizi veterinari e collegato all’anagrafe nazionale equidi del Ministero della Salute. L’identificazione degli animali verrebbe quindi affidata ai servizi veterinari ufficiali, rafforzando il sistema di tracciabilità e controllo sanitario.

La misura attribuisce alla sanità pubblica veterinaria un ruolo centrale nella gestione amministrativa e sanitaria della popolazione equina, con ricadute dirette sulle attività di sorveglianza, movimentazione e benessere animale.

Commissione tecnica per la tutela degli equini

Il disegno di legge istituisce presso il Ministero della Salute una Commissione tecnica per la tutela degli equini composta da dodici membri (art. 8). Tra questi sono previsti rappresentanti delle federazioni equestri riconosciute dal CONI, delle associazioni animaliste maggiormente rappresentative e medici veterinari indicati dalla Società italiana veterinari per equini (Sive) e dalla Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani (Fnovi).
Alla Commissione spetterà, tra le altre funzioni, la definizione dell’elenco delle sostanze e dei farmaci vietati e delle pratiche correlate, configurandosi come organo tecnico consultivo con competenze su benessere animale, farmacovigilanza e regolamentazione delle attività equestri.

Competizioni, limiti di età e certificazione veterinaria

L’articolo 4 introduce il divieto di impiegare equini in attività agonistiche prima del compimento del quarto anno di età o comunque prima del raggiungimento della maturità psico-fisica certificata da un medico veterinario sulla base di parametri scientifici.

La proposta vieta inoltre le corse al di fuori degli ippodromi riconosciuti dal Masaf e interviene sulle manifestazioni storiche e sportive con animali, con l’obiettivo di rafforzare le tutele sul benessere degli equidi impiegati in competizioni e spettacoli.

Farmaci, controlli e regolamentazione dell’eutanasia

Il testo vieta la somministrazione agli equini di farmaci o sostanze biologicamente o farmacologicamente attive senza prescrizione medico-veterinaria o in assenza di indicazioni cliniche, con sanzioni aggravate se il fatto è commesso da professionisti sanitari.

In materia di fine vita, la soppressione degli equini sarebbe consentita esclusivamente nei casi di malattia grave e incurabile, che procura un evidente stato di sofferenza, unicamente mediante eutanasia praticata in anestesia generale da un medico veterinario iscritto all’albo, con obbligo di comunicazione motivata al Servizio veterinario della ASL entro 48 ore.

Pensionati per cavalli e vigilanza delle guardie zoofile

La proposta prevede la promozione e il finanziamento di pensionati pubblici destinati a equini anziani, malati o non più mantenuti dai proprietari. Gli animali ospitati potrebbero essere affidati solo a enti morali o soggetti di utilità sociale, con controlli periodici affidati ai Servizi veterinari delle ASL anche con il supporto delle associazioni animaliste.

Il riconoscimento degli equini come animali d’affezione estenderebbe inoltre la vigilanza delle guardie zoofile anche a questa specie, ampliando il perimetro dei controlli sul benessere animale.

Iter parlamentare

La proposta di legge, identificata come A.C. 48, è attualmente all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera, insieme ad altri testi di contenuto analogo presentati dalle deputate Luana Zanella e Stefania Cherchi.
L’avvio dell’iter parlamentare apre una fase di confronto politico e tecnico su un provvedimento destinato a incidere in modo significativo sul quadro normativo relativo alla gestione, all’utilizzo e alla tutela degli equidi in Italia.

CITATI: MICHELA VITTORIA BRAMBILLA
TAG: CAVALLI, FNOVI, MACELLAZIONE, PROPOSTA DI LEGGE, SIVE

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