Equidi
19 Febbraio 2026In Commissione Agricoltura l’esame delle proposte che puntano a riconoscere cavalli, asini, muli e bardotti come animali da compagnia, vietandone macellazione, consumo di carne e utilizzo a fini alimentari, con sanzioni penali e registro nazionale obbligatorio

Il Parlamento italiano ha avviato per la prima volta l’esame di una proposta di legge volta a riconoscere gli equidi come animali d’affezione e a vietarne macellazione e consumo alimentare. Il testo, presentato alla Camera e ora all’esame della Commissione Agricoltura insieme ad altre iniziative parlamentari, prevede un sistema organico di tutela che includerebbe il divieto di macellazione, esportazione per macello e utilizzo a fini alimentari di cavalli, asini, muli e bardotti, introducendo al contempo sanzioni penali e nuovi obblighi di registrazione.
Riconoscimento giuridico come animali d’affezione
La proposta principale, a prima firma dell’onorevole Michela Vittoria Brambilla, si articolata in 13 articoli ed è stata presentata all’inizio della legislatura. Punta ad attribuire agli equidi lo status giuridico di animali d’affezione, segnando un cambiamento sostanziale nel loro inquadramento normativo. L’avvio dell’iter parlamentare rappresenta un passaggio inedito, dopo diversi tentativi nelle precedenti legislature rimasti senza esame.
Il testo è stato abbinato ad altre due proposte di legge analoghe – presentate rispettivamente dalle onorevoli Susanna Cherchi e Luana Zanella – con l’obiettivo di unificare l’intervento normativo. L’impianto complessivo mira a vietare la macellazione, l’esportazione a fini di macello, la vendita e il consumo delle carni equine, oltre a limitare l’utilizzo degli equidi in spettacoli considerati pericolosi o stressanti e in attività scientifiche quali la clonazione.
Dati su macellazioni e consumi: trend in calo negli ultimi anni
Secondo i dati citati nel dossier parlamentare e nelle rilevazioni statistiche, le macellazioni di equidi risultano in forte diminuzione nel corso dell’ultimo decennio: da oltre 70mila capi annui nel 2012 a circa 22mila nel 2024. Parallelamente, anche il consumo di carne equina appare in progressivo calo.
Indagini demoscopiche indicano che solo una minoranza dei consumatori di carne dichiara di mangiare cavallo con frequenza regolare (secondo un rapporto Ipsos il 17%), mentre una quota rilevante di cittadini motiva il mancato consumo con ragioni etiche ed empatiche nei confronti dell’animale (42%), sempre più percepito come animale da compagnia (31%) piuttosto che da reddito.
Contenuti del disegno di legge: divieti, sanzioni e registro nazionale
Il provvedimento in discussione prevede un articolato sistema di tutele. Oltre al divieto di macellazione e commercializzazione delle carni, è prevista l’attribuzione automatica della dicitura “non destinato alla produzione alimentare” a tutti gli equidi, rendendo illegale l’utilizzo a scopo alimentare.
Il testo introduce sanzioni penali e amministrative rilevanti: reclusione da tre mesi a tre anni per l’allevamento finalizzato alla produzione di carne e multe da 30 fino a 100mila euro, con aggravanti in caso di immissione sul mercato. È inoltre previsto un registro nazionale degli equidi e l’obbligo di identificazione tramite transponder sottocutaneo, con ulteriori sanzioni per la mancata regolarizzazione, da 20 a 50mila euro.
Un cambiamento culturale ancora in discussione
Dal punto di vista veterinario, l’evoluzione normativa comporterebbe una ridefinizione del ruolo del medico veterinario nella gestione sanitaria e nel benessere degli equidi, sempre più assimilati, sul piano giuridico e sociale, agli animali da compagnia. Ciò implicherebbe un rafforzamento delle responsabilità professionali legate alla tutela del benessere, alla certificazione sanitaria e alla corretta informazione dei proprietari.
Il percorso parlamentare è nelle fasi iniziali e richiederà un confronto articolato tra esigenze di tutela animale, implicazioni economiche e tradizioni alimentari. Se approvata, la legge segnerebbe un cambiamento assai significativo, trasformando definitivamente gli equidi – cavalli, asini, muli e bardotti – da animali da reddito a animali d’affezione, con conseguenze rilevanti per il sistema normativo, sanitario e produttivo nazionale.
CITATI: LUANA ZANELLA, MICHELA VITTORIA BRAMBILLA, SUSANNA CHERCHISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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