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01 Maggio 2026Uno studio pubblicato da Andrea Valeri, studente magistrale dell'Università dell'Aquila, ha identificato una colonia di Rhinolophus euryale nelle Grotte di Stiffe, a San Demetrio ne' Vestini, una specie classificata come vulnerabile in Italia e scarsamente documentata in Abruzzo

Tra i circa 350 pipistrelli che popolano le Grotte di Stiffe, nel territorio di San Demetrio ne’ Vestini in provincia dell’Aquila, si nascondeva una colonia di Rhinolophus euryale, noto come “pipistrello ferro di cavallo”, classificato come specie vulnerabile in Italia e raramente segnalato in Abruzzo. A scoprirla è stato Andrea Valeri, 24 anni, studente magistrale in Biologia Ambientale all’Università dell’Aquila, nell’ambito di un progetto sulla chirotterofauna coordinato da Enrico Lunghi del dipartimento di Medicina clinica, Sanità pubblica, Scienze della vita e dell’ambiente dello stesso ateneo. Lo studio è pubblicato su Check List – The Journal of Biodiversity Data. La presenza di una colonia numerosa in un sito già rilevante per la biodiversità conferisce alle Grotte di Stiffe un valore conservazionistico significativo a livello regionale. Con questa segnalazione, le specie di pipistrelli presenti nel complesso salgono a quattro.
Le Grotte di Stiffe sono uno dei siti carsici più visitati in Italia, situato nell’area del Parco Regionale Sirente Velino. Lo studio sistematico della chirotterofauna presente nel complesso ha portato a una scoperta inattesa: tra i circa 350 esemplari di pipistrello censiti, è stata identificata una colonia di Rhinolophus euryale, il pipistrello ferro di cavallo, una specie la cui presenza in Abruzzo era scarsamente documentata, probabilmente per mancanza di monitoraggi mirati.
La ricerca è stata condotta da Andrea Valeri, studente magistrale in Biologia Ambientale all’Università dell’Aquila, nell’ambito di un progetto coordinato da Enrico Lunghi del dipartimento di Medicina clinica, Sanità pubblica, Scienze della vita e dell’ambiente.
Rhinolophus euryale deve il suo nome comune alla caratteristica foglia nasale, una struttura che consente l’emissione di ultrasuoni, a differenza di altre specie che utilizzano la bocca per l’ecolocazione.
“Non esistono dati completi sulla consistenza della popolazione in Italia, ma si ipotizza un declino dovuto all’impatto delle attività umane e alla perdita di habitat”, spiega Valeri. Tra i fattori di rischio identificati: l’agricoltura intensiva, l’uso di pesticidi e fertilizzanti, la degradazione degli ambienti ipogei.
La specie è classificata come vulnerabile in Italia. La presenza di una colonia numerosa in un sito come le Grotte di Stiffe, protetto e inserito in un contesto di aree naturali di pregio, rappresenta quindi un dato di particolare rilievo conservazionistico a scala regionale.
Lo studio sottolinea un aspetto metodologico rilevante: la scarsità di segnalazioni di R. euryale in Abruzzo non riflette necessariamente l’assenza della specie, ma molto probabilmente la mancanza di monitoraggi mirati.
“L’osservazione sistematica nel tempo è fondamentale”, sottolinea Valeri. Lunghi aggiunge: “La conoscenza è la nostra arma migliore per proteggere la biodiversità. Questo studio rappresenta un primo passo per salvaguardare questa specie e rafforzare le attività di monitoraggio e tutela della chirotterofauna nella regione”.
Con questa scoperta, le specie di pipistrelli identificate nelle Grotte di Stiffe salgono a quattro, su circa 24 segnalate complessivamente in Abruzzo.
CITATI: ANDREA VALERI, ENRICO LUNGHISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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