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18 Febbraio 2026

Prestazioni veterinarie fuori dalle strutture autorizzate: verso linee guida condivise con il Ministero

È stato avviato un tavolo tecnico con la Direzione generale della salute animale per definire attività non invasive eseguibili a domicilio o in contesti alternativi, nel rispetto di sicurezza e benessere animale

di Redazione Vet33


Prestazioni veterinarie fuori dalle strutture autorizzate: verso linee guida condivise con il Ministero

Prestazioni veterinarie anche al di fuori delle strutture autorizzate, purché non invasive e nel rispetto di sicurezza, efficacia e benessere animale. Su questo presupposto si apre un tavolo tecnico tra la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) e la Direzione generale della salute animale (Dgsa) del Ministero della Salute per definire linee guida condivise e criteri operativi uniformi su tutto il territorio nazionale.

Apertura del tavolo istituzionale

La disponibilità ad avviare un confronto tecnico nasce dalle interlocuzioni tra la Fnovi e il Ministero della Salute, con l’obiettivo di chiarire e disciplinare l’erogazione di prestazioni veterinarie al di fuori delle strutture previste dall’Accordo Stato-Regioni.

La nota ministeriale precisa che l’Accordo vigente, pur definendo requisiti e standard delle strutture veterinarie, non introduce un divieto generalizzato all’esecuzione di atti medici in contesti diversi, come il domicilio del proprietario o strutture non specificamente veterinarie.

Quali prestazioni possono essere eseguite all’esterno

Secondo l’interpretazione condivisa, “gli atti non invasivi e/o a minima invasività quali visite cliniche, diagnosi e trattamenti terapeutici (ivi inclusi fisioterapia e agopuntura) possono essere eseguiti anche al di fuori delle strutture veterinarie, previa valutazione del rischio complessivo da parte del medico veterinario”.

L’esecuzione di prestazioni extra-strutturali comporta una piena assunzione di responsabilità da parte del professionista, chiamato a garantire che l’intervento rispetti i principi di tutela del benessere animale, proporzionalità dell’atto medico e adeguati standard di sicurezza ed efficacia della prestazione.

Proprio per evitare applicazioni disomogenee sul territorio, il Ministero ha richiesto alla Fnovi la predisposizione di una relazione tecnica dettagliata. Il documento dovrà individuare l’elenco delle attività non invasive erogabili all’esterno e definire i requisiti minimi logistici e strutturali che i luoghi alternativi devono possedere per assicurare prestazioni appropriate e sicure per ogni specie trattata. 

Verso un quadro regolatorio uniforme

L’obiettivo del tavolo tecnico è costruire un quadro regolatorio chiaro e armonizzato che consenta di valorizzare la flessibilità della prestazione veterinaria senza derogare agli standard qualitativi e di sicurezza previsti per l’attività clinica.

Il Presidente Fnovi, Gaetano Penocchio, si è detto soddisfatto per l’avvio del confronto istituzionale, sottolineando come l’evoluzione normativa possa favorire una medicina veterinaria più flessibile e vicina alle esigenze del territorio. Tale apertura, ha evidenziato, dovrà però rimanere strettamente ancorata a criteri rigorosi di sicurezza, responsabilità professionale e tutela del benessere animale.

TAG: DGSA, FNOVI, PRESTAZIONI, STRUTTURE AUTORIZZATE, TAVOLO TECNICO

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