Alert sanitari
08 Aprile 2026La Cina segnala un focolaio di afta epizootica SAT‑1 in Gansu e Xinjiang: 6.229 bovini coinvolti, abbattimenti, controlli di frontiera e vaccini in via di approvazione

La Cina ha avviato l’abbattimento dei bovini, rafforzato i controlli di frontiera e accelerato l’approvazione dei vaccini dopo la conferma di un focolaio di afta epizootica SAT‑1 nelle province di Gansu e Xinjiang. Il sierotipo, mai rilevato prima nel Paese ed endemico in Africa, ha colpito mandrie per un totale di 6.229 capi e, secondo le autorità, sarebbe entrato attraverso il confine nord‑occidentale. L’episodio riaccende l’attenzione sul rischio di diffusione transfrontaliera, mentre Russia e altri Paesi limitrofi stanno affrontando focolai di malattie del bestiame.
La Cina ha intensificato i controlli di frontiera e avviato l’abbattimento dei bovini dopo la conferma di un focolaio di afta epizootica nelle province di Gansu e Xinjiang. Il Ministero dell’Agricoltura ha comunicato di aver iniziato la disinfezione delle aree colpite e l’eliminazione degli animali infetti, per un totale di 6.229 capi.
Secondo analisti del settore, è la prima volta che nel Paese viene rilevato il sierotipo SAT‑1, variante endemica in Africa. I vaccini disponibili in Cina, mirati ai sierotipi O e A, non offrono protezione contro questa forma della malattia. Dal 2025 SAT‑1 ha raggiunto diverse regioni al di fuori dell’Africa, tra cui Medio Oriente, Asia occidentale e Asia meridionale.
Le autorità cinesi hanno dichiarato che il focolaio sarebbe entrato nel Paese attraverso il confine nord‑occidentale, area che confina con Kazakistan, Mongolia, Russia e altri Stati.
Le province di frontiera, in particolare Xinjiang e Gansu, sono state incaricate di aumentare le pattuglie, prevenire l’ingresso della malattia tramite contrabbando e contrastare il trasporto illegale di animali.
L’analista Rosa Wang, della Shanghai JC Intelligence Co., ha sintetizzato così la situazione: “L’attuale focolaio minaccia un’ampia regione e la prevenzione e il controllo sono sotto forte pressione”.
La Russia sta affrontando una grave malattia del bestiame nella regione siberiana di Novosibirsk, confinante con il Kazakistan e distante circa 1.200 km e 2.500 km dai siti colpiti in Cina.
Un rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), risalente al 20 marzo, ha ipotizzato che l’ampiezza della risposta cinese possa indicare un focolaio non confermato di afta epizootica in Russia, ipotesi che Mosca ha negato.
In passato, altre malattie animali sono già entrate in Cina dalla Russia, come la peste suina africana (2018) e l’afta epizootica sierotipo O (2000 e 2014).
Secondo Even Pay, direttore di Trivium China: “Non è da escludere che la Cina possa adottare restrizioni sui prodotti zootecnici russi se ritiene che la trasmissione abbia avuto origine lì. Ma è più difficile intervenire se tali focolai non vengono segnalati”.
Le autorità cinesi hanno sottolineato che il ceppo SAT‑1 si diffonde facilmente e può causare gravi perdite produttive, poiché presenta una mortalità superiore al 50% nei giovani animali.
La trasmissione avviene soprattutto per contatto diretto, ma è possibile anche la diffusione aerogena, con una capacità di trasmissione per via aerea superiore a quella dei sierotipi A e O.
Due vaccini specifici contro SAT‑1, sviluppati da Zhongnong Weite Biotechnology Co., Ltd, hanno ricevuto l’approvazione d’emergenza come farmaci veterinari. Secondo osservatori del settore, le dosi potrebbero essere disponibili entro un mese.
CITATI: EVEN PAY, ROSA WANGSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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