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27 Marzo 2026Dall’Umbria, un brevetto sui mangimi arricchiti con isoflavoni per migliorare salute e produttività animale. In corso le sperimentazioni su galline ovaiole, con i primi risultati positivi

Un brevetto di un’azienda umbra sviluppa un nuovo approccio ai mangimi zootecnici basato sugli isoflavoni, con l’obiettivo di migliorare il benessere animale, la qualità delle produzioni e ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti.
Dopo oltre quindici anni di ricerca, l’azienda umbra Grigi, Nuovo Molino di Assisi, ha ottenuto un brevetto internazionale per la produzione di un nuovo tipo di mangime destinato agli animali da allevamento. Il progetto è ora nella fase di sperimentazione, con i primi test condotti sulle galline ovaiole.
Il cuore dell’innovazione è rappresentato dagli isoflavoni, composti vegetali presenti in natura con diverse proprietà benefiche per la salute, tra cui antinfiammatorie, antiossidanti e immunomodulanti. Il processo sviluppato consente di renderli più facilmente assorbibili dagli animali, aumentando l’efficacia biologica: si ottengono così effetti benefici negli animali, per esempio nella riduzione del colesterolo e per la salute delle ossa.
“È un lavoro che stiamo pubblicando insieme ai professori Castellini, Graziano e Carlo Clerici, tutti umbri, insieme a Kenneth David Reginald Setchell dell’Università di Cincinnati” ha spiegato Luciano Grigi, uno dei titolari dell’azienda. “Lo abbiamo brevettato nel dicembre del 2024 e la procedura si è ufficialmente conclusa nei mesi scorsi. È un brevetto mondiale realizzato grazie ad un lavoro di équipe che ha coinvolto anche il nostro staff tecnico. Permette a tutti gli animali di stare meglio e il loro benessere è uno dei punti di forza”.
Secondo i primi risultati, l’impiego di mangimi arricchiti con isoflavoni agliconi determina diversi effetti positivi:
● miglioramento della qualità e della produzione di uova
● supporto alla salute delle ossa
● potenziamento della risposta immunitaria
● incremento della vitalità generale
Un impatto che riguarda sia il benessere animale sia le performance produttive.
Oltre agli effetti fisiologici, il nuovo mangime potrebbe contribuire alla sostenibilità degli allevamenti. In particolare, si osserva una riduzione delle emissioni di gas serra, soprattutto nei ruminanti erbivori, con benefici sul piano ambientale.
La realizzazione del brevetto ha richiesto lo sviluppo di una filiera produttiva dedicata, basata su una miscela di legumi e cereali, attraverso impianti progettati internamente e con l’utilizzo di processi tecnologici proprietari. Un modello che integra ricerca scientifica e capacità industriale.
CITATI: LUCIANO GRIGISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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