Animali da Compagnia
14 Febbraio 2023 Può comprometterne il benessere e influenzare negativamente la socialità degli animali d’affezione: per questo individuare dei biomarcatori affidabili dello stress potrebbe costituire un grande progresso. La ricerca dell’Università degli studi di Pisa

Lo stress sperimentato dagli animali da compagnia potrebbe compromettere il loro benessere fisico e psicologico, influenzando le loro relazioni sociali. Per questo motivo, la definizione di possibili biomarcatori affidabili, ovvero di caratteristiche oggettive e quantificabili dei processi biologici, è tradizionalmente un obiettivo della ricerca scientifica in medicina comportamentale veterinaria e benessere animale. Uno studio realizzato dall’Ateneo pisano si è posto come obiettivo quello di approfondire la conoscenza degli indicatori di processi biologici o patogeni o di risposte biologiche a interventi di varia natura, anche terapeutici. Dopo una disamina dei vari processi, lo studio è arrivato a concludere che ossitocina, cortisolo, DHEA-S, prolattina, serotonina, espressioni facciali, temperatura cutanea e peso alla nascita sono alcuni dei possibili biomarcatori dello stress negli animali da compagnia. Naturalmente non va però sottovalutato il fatto che tutti questi parametri possono essere influenzati anche da molte altre variabili, come le caratteristiche dei soggetti (età, sesso, razza, temperamento, ecc.) e gli approcci metodologici (matrice, dosaggio, strumentazione, ecc.). Per questo le conclusioni di questo studio necessitano di ulteriori approfondimenti che consentano di gestire in modo ottimale lo stress vissuto dagli animali da compagnia e migliorarne il benessere.
Biomarkers of Stress in Companion Animals - https://doi.org/10.3390/ani13040660
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