Professione
20 Febbraio 2026La Federazione condanna con fermezza il caso emerso da “Striscia la Notizia”, un ambulatorio gestito da una persona senza laurea, né abilitazione. Segnalato il pericolo per benessere animale, zoonosi e sicurezza sanitaria

Un ambulatorio veterinario presso Capua (Ce) gestito da una persona priva di laurea, abilitazione professionale e iscrizione all’Albo è stato al centro di un servizio televisivo di “Striscia la Notizia”, andato in onda il 19 febbraio 2026. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari Italiani (Fnovi) ha espresso sdegno e massima fermezza, denunciando un caso di esercizio abusivo della professione che espone gli animali a cure inadeguate e rappresenta un rischio per la salute pubblica, la sicurezza alimentare e la dignità della professione veterinaria.
La condanna di Fnovi: “Nessuna zona grigia nell’esercizio sanitario”
La Federazione ha definito l’episodio “giuridicamente, sanitarimente ed eticamente intollerabile”. L’attività clinica sugli animali, ricorda, richiede competenze scientifiche certificate, formazione universitaria, aggiornamento continuo e responsabilità deontologica: requisiti indispensabili per garantire la tutela del benessere animale e la sicurezza sanitaria della collettività.
L’esercizio abusivo della professione medico-veterinaria configura un reato e determina conseguenze rilevanti: ritardi diagnostici, terapie inappropriate e possibili implicazioni sul controllo delle zoonosi, con effetti potenziali anche sulla sanità pubblica e sulla sicurezza alimentare.
Il caso emerso dall’inchiesta televisiva
Secondo quanto emerso dal servizio televisivo, il soggetto avrebbe gestito un ambulatorio a Capua proponendo pratiche illegali e pericolose, tra cui la rimozione del microchip di animali destinati all’abbandono e l’eutanasia con certificazioni mendaci sulla causa di morte.
L’uomo, ripreso da telecamere nascoste, avrebbe inoltre suggerito modalità illecite per sopprimere animali randagi e falsificare comunicazioni alle autorità sanitarie. Alla vista dell’inviato televisivo si sarebbe dato alla fuga, venendo poi bloccato dai Carabinieri del NAS e immediatamente denunciato.
I rischi per animali, cittadini e professione
Fnovi sottolinea che la gestione illegittima di una struttura sanitaria espone gli animali a cure non appropriate e ritardi diagnostici con gravi ripercussioni sul loro benessere. Allo stesso tempo, pratiche non controllate possono incidere sulla prevenzione delle malattie trasmissibili e, più in generale, sulla sanità pubblica.
L’episodio rappresenta anche una lesione della dignità e del decoro della professione veterinaria, minando la fiducia dei cittadini nei confronti dei professionisti regolarmente abilitati e sottoposti a obblighi deontologici e formativi.
La Federazione ribadisce che non può esistere alcuna ambiguità nell’esercizio delle professioni sanitarie: chi opera senza titolo agisce fuori dalla legge e contro l’interesse collettivo. In raccordo con gli Ordini territoriali e le Autorità competenti, Fnovi ha assicurato il massimo impegno per perseguire con rigore episodi analoghi sul piano istituzionale e legale.
Contestualmente, rinnova l’invito ai cittadini a verificare sempre l’iscrizione all’Albo del professionista cui affidano i propri animali, consultando la sezione “Albi e Iscritti” sul sito Fnovi e segnalando tempestivamente eventuali situazioni sospette. La tutela del benessere animale, della salute pubblica e della legalità professionale resta un presidio imprescindibile per il sistema sanitario veterinario su tutto il territorio nazionale.
TAG: CAPUA, FNOVI, NAS, SALUTE PUBBLICASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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