Cani
14 Luglio 2025Non esistono razze pericolose, ma cani di grossa mole che richiedono educazione, controllo e una guida consapevole. I consigli dell’esperto per prevenire tragedie

Dopo ogni grave episodio di morsicatura, si riaccende il dibattito pubblico su presunte razze “pericolose”. La letteratura scientifica parla chiaro: non esistono cani cattivi, ma solo episodi di cattive gestioni. A sottolinearlo è il dottor Federico Coccia, medico veterinario di Ca’ Zampa, direttore sanitario della Clinica Veterinaria Vigna Clara di Roma, che rilancia la proposta di un patentino obbligatorio per i proprietari di cani impegnativi, ovvero cani di grossa taglia con un morso potenzialmente pericoloso. L’obiettivo è prevenire incidenti e tutelare la convivenza tra animali e persone.
Ogni volta che accade un fatto grave di persone azzannate, a volte di bambini, anche dai loro stessi cani, torna di attualità il tema delle razze aggressive. In realtà, come più volte sottolineato dagli esperti, non esistono cani di per sé aggressivi o cattivi, ma semplicemente si tratta di animali cosiddetti impegnativi e di grossa mole, con morso dannoso, per i quali è fondamentale la gestione corretta per una convivenza in sicurezza.
Un cane impegnativo è un animale che ha bisogno di aiuto, regole e guida sicura, che deve essere educato con la giusta combinazione di amore, competenza e responsabilità.
“I cani di grossa mole possono mettere a dura prova anche i proprietari più esperti, richiedono una gestione responsabile, da parte dei loro proprietari. I cani cosiddetti impegnativi – afferma Federico Coccia – sono cani di grossa mole che, a fronte della loro forza fisica e del loro morso potenzialmente pericolo, richiedono una gestione particolarmente attenta. Per questo auspico l’istituzione di un patentino obbligatorio con corsi formativi per i proprietari per una gestione consapevole dei loro pet”.
Del resto, le razze di cani pericolose non esistono, essendo stata abrogata nel 2009 una lista proprio perché non esiste una correlazione scientifica tra razza e aggressività: da quel momento il concetto di cane cattivo è stato sostituito da una logica comportamentale e individuale che fa capo alla responsabilità di gestione del proprietario. Attualmente la normativa si basa sui singoli comportamenti dei cani e su percorsi di formazione e registrazione dei soggetti “a rischio” o morsicatori. Ad oggi non esiste una black list e i cani impegnativi sono cani di grossa mole, con morso potente, dannoso e a volte letale.
Quando si parla di cani di grossa taglia, è naturale pensare ad animali con notevole forza fisica, ma in alcune razze questa forza si traduce anche in una potenza del morso particolarmente elevata.
Tra le razze con il morso più potente al mondo si trovano:
● il Kangal, cane turco noto per la sua straordinaria capacità di protezione. È un cane imponente, che può superare i 60 kg di peso, ma al tempo stesso equilibrato, se ben gestito;
● i mastini, in particolare il Mastino Inglese e il Mastino Napoletano, due razze che superano facilmente i 70 kg. Questi cani hanno un carattere tranquillo, ma sono dotati di un forte istinto protettivo e richiedono un proprietario esperto;
● il Cane Corso, razza italiana da guardia e da difesa, con una forza del morso simile. È un cane atletico, fiero, molto fedele alla famiglia, ma con un carattere dominante che va guidato con fermezza e coerenza;
● un’altra razza molto potente è il Dogo Argentino, selezionato per la caccia grossa. Muscoloso e tenace, può esercitare una notevole pressione con le sue mascelle. Anche il Presa Canario, originario delle Isole Canarie, si distingue per la sua struttura possente e per la forza del morso. Entrambi sono cani da lavoro e richiedono gestione attenta.
Non mancano razze più comuni, come il Rottweiler, o il Dobermann. Entrambi sono cani intelligenti, reattivi e protettivi, molto usati nelle forze dell’ordine e come cani da guardia. Il Pastore Tedesco, uno dei cani più versatili e diffusi al mondo, nonostante sia meno “potente” di altre razze più massicce, grazie alla combinazione di intelligenza, resistenza e addestrabilità è uno dei migliori cani da lavoro in assoluto. Infine, l’Alano e il Leonberger, meno aggressivi e noti per la loro indole mite, possiedono una forza fisica imponente.
Ecco che cosa fare, secondo il Dottor Federico Coccia, per una corretta gestione del cane impegnativo. Di seguito, alcuni consigli utili.
1. Capire da dove nasce il suo impeto
Prima di agire, bisogna capire. Un cane non diventa aggressivo a prescindere. Le cause possono essere diverse:
● Problemi di salute: dolori articolari, disturbi neurologici, infezioni, o squilibri ormonali possono alterare il comportamento del cane. Un controllo veterinario è sempre il primo passo.
● Paura o insicurezza: molti cani “mordaci” sono in realtà spaventati. L’aggressività è spesso una reazione difensiva.
● Esperienze passate: cani traumatizzati, maltrattati o cresciuti senza socializzazione possono sviluppare comportamenti reattivi.
● Fattori esterni: situazioni in cui viene privato del suo abituale spazio e senza possibilità di socializzazione.
2. Attenzione al temperamento
I cani impegnativi hanno un istinto di possessività e territorialità, verso una protezione del territorio e del proprietario.
Se si ha un cane impegnativo, vanno previsti uno spazio suo, sicuro e confortevole. Può essere un angolo che conosce, dove si sente tranquillo. È importante che il cane venga coinvolto anche quando ci sono presenze terze che potenzialmente possono rompere il suo equilibro di routine famigliare. Se il cane si sente escluso o rilegato in un angolo, può ribellarsi, con effetti pericolosi legati all’incolumità di persone ed altri animali presenti.
3. Affidarsi a un professionista qualificato
È fondamentale coinvolgere un medico veterinario, un educatore cinofilo, un etologo o un comportamentalista. Queste figure aiutano a:
● capire il tipo di aggressività (difensiva, territoriale, possessiva, predatoria…);
● stabilire un piano educativo personalizzato;
● insegnare al proprietario come comunicare correttamente col proprio cane.
Accogliere un cane in famiglia vuol dire conoscere prima le sue caratteristiche e non affidarsi solo all’estetica o alla moda del momento.
4. Il capo branco
Per evitare che il forte temperamento del cane prenda il sopravvento, è importante che ci sia un capo branco di polso che lo gestisca. Per questa ragione è consigliabile che il proprietario, soprattutto se meno esperto, si faccia guidare da un educatore cinofilo che gli insegni le regole principali.
5. Stabilire regole chiare e routine quotidiana
I cani hanno bisogno di prevedibilità. Questo vale doppio per quelli più impegnativi. La routine li aiuta a sentirsi sicuri:
● Orari fissi per mangiare, passeggiare e giocare.
● Comandi base (come “seduto”, “resta”, “lascia”) che permettono di controllare meglio le situazioni critiche.
● Tutti in famiglia devono seguire le stesse regole.
6. Lavorare sulla socializzazione e il controllo degli stimoli
Il cane è parte integrante della famiglia e per questo è importante farlo socializzare in maniera corretta sia fuori sia dentro casa, riducendo il rischio di fenomeni aggressioni. Se il cane non è abituato a incontrare le persone o altri pet, può sviluppare un’aggressività che manifesta quando, non preparato, incrocia altri soggetti nel suo territorio.
Il cane va educato gradualmente all’interazione con l’ambiente:
● Esporre il cane, a distanza di sicurezza, a ciò che lo agita (altri cani, persone, rumori…) premiandolo ogni volta che rimane calmo.
● Usare il rinforzo positivo: bocconcini, giochi o carezze quando mostra autocontrollo.
● Lavorare con pazienza perché ogni cane ha i suoi tempi
7. Sicurezza: prima regola fondamentale
Per prevenire, è importante utilizzare:
● Guinzaglio corto e resistente in passeggiata
● Museruola ben adattata (meglio se a cestello), che va fatta accettare con calma e premi
● Barriere in casa, se necessario, per evitare interazioni pericolose con bambini, ospiti o altri animali
8. Ambiente sereno, premi e gestione delle emozioni
L’ambiente conta moltissimo. Evitare urla, confusione e tensioni aiuta il cane a mantenere la calma.
● Premiare i comportamenti tranquilli
● Ignorare (o gestire con distacco) momenti di agitazione, per evitare di rinforzare l’emotività negativa
● A volte serve un “time-out”: una breve pausa in un’area tranquilla quando il cane è troppo agitato
9. Rispetto della legge e responsabilità
Se il cane ha morso o è stato segnalato, potrebbero esserci obblighi legali, come:
● Guinzaglio sempre in spazi pubblici
● Obbligo di percorso rieducativo con comportamentalista
● Assicurazione, divieto di accesso a certi luoghi o, nei casi più gravi, interventi da parte dell’ASL.
La museruola va sempre portata con sé ma usata solo in casi di emergenza. Il proprietario è sempre legalmente e civilmente responsabile del comportamento del proprio cane.
10. Pazienza e attenzione
Educare un cane impegnativo è un percorso, a volte lungo e faticoso, ma ogni piccolo passo avanti è una conquista. Occorre procedere fissando degli obiettivi realistici e lavorandoci ogni giorno, anche solo per pochi minuti. È importante celebrare i miglioramenti, anche se piccoli.
CITATI: FEDERICO COCCIASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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