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02 Luglio 2025

Dengue e Chikungunya in aumento in Italia. Iss: 90 casi confermati nei primi sei mesi del 2025

Secondo i dati aggiornati dell’Istituto Superiore di Sanità, dal 1° gennaio al 30 giugno 2025 si sono registrati in Italia 68 casi di Dengue e 22 di Chikungunya, tutti associati a viaggi all’estero. Segnalati anche 4 casi di Zika, 12 casi autoctoni di TBE e 5 di Toscana virus


Dengue e Chikungunya in aumento in Italia. Iss: 90 casi confermati nei primi sei mesi del 2025

Dall’inizio del 2025 sono già 90 i casi confermati di arbovirosi in Italia: 68 di Dengue e 22 di Chikungunya, tutti legati a viaggi internazionali. A comunicarlo è l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che nel corso di un convegno nazionale ha riunito esperti di sanità pubblica e veterinaria per fare il punto sul rischio legato alla diffusione di virus trasmessi da zanzare. Le autorità preparano strategie coordinate per contenere possibili focolai autoctoni durante i mesi estivi, quando aumenta l’attività del vettore Aedes albopictus, responsabile della trasmissione dei virus emergenti a potenziale epidemico.

L’analisi dell’Iss

Dall’inizio dell’anno al 30 giugno in Italia ci sono stati 68 casi confermati di infezione umana da virus Dengue e 22 casi confermati di infezione umana da Virus chikungunya, tutti associati a viaggi all’estero, ma in aumento rispetto allo scorso anno. Sono questi i dati aggiornati comunicati dall’Iss in occasione del convegno Preparazione e Contrasto alle arbovirosi endemiche ed epidemiche in Italia, il quale ha riunito alcuni dei maggiori esperti nazionali, Ministero della Salute e Regioni.

“Le Arbovirosi rappresentano un gruppo di malattie importanti per la Sanità Pubblica e necessitano di un vero approccio One Health per la prevenzione ed il controllo. Questo evento si pone come un momento di scambio e confronto con operatori sanitari di diverse discipline operanti a livello nazionale e regionale in Italia per condividere dati, evidenze ed esperienze di contrasto”, spiega Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di malattie Infettive dell’Iss. “Lo scopo sarà fare il punto sulla stagione in corso, e sulle attività di allerta rapida e valutazione del rischio, per preparare il periodo agosto-novembre in cui, oltre alla arbovirosi endemiche, è anche più elevato il rischio di osservare focolai autoctoni causati da virus emergenti a potenziale epidemico trasmesse da Aedes albopictus, in particolare Dengue e Chikungunya”.

Tutti casi importati

Dei 68 casi confermati di infezione umana da virus dengue in Italia, la maggior parte sono state contratte in Centro e Sud America e in paesi del Sud Est Asiatico. Dei 22 casi di infezione umana da virus chikungunya in Italia, la maggior parte sono stati contratti in Madagascar e nell’isola Reunion e in Sri Lanka. Sono inoltre stati segnalati 4 casi confermati di virus Zika tutti importati. Tra le arbovirosi endemiche, al 30 giugno 2025, sono stati segnalati 12 casi di Tbe (tutti autoctoni, nessun decesso) e 5 casi di infezione da Toscana virus (nessun decesso). Sebbene sia stato segnalato un caso sporadico confermato di West Nile in mesi di bassa trasmissione, iniziano le prime segnalazione di circolazione virale in pool di zanzare con attivazione delle misure di controllo trasfusionali nelle province di Oristano e Venezia.

A livello internazionale, secondo le mappe messe a disposizione dall’Ecdc, i casi di Dengue – oltre tre milioni da inizio anno, con 1.400 morti – si concentrano prevalentemente in America del Sud, Asia, Oceania e in alcuni Paesi africani. La mappa per la chikungunya, invece, che registra 220.000 casi con 80 morti, vede i casi concentrati in America del Sud, specialmente in Brasile, e in India.

CITATI: ANNA TERESA PALAMARA
TAG: CHIKUNGUNYA, DENGUE, ISS, ITALIA

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