Primati
17 Aprile 2026Trent'anni di osservazioni sul campo nel Parco Nazionale di Kibale, in Uganda, hanno documentato per la prima volta la scissione permanente della comunità di scimpanzé di Ngogo in due gruppi rivali, seguita da una serie di attacchi letali. Si stima che eventi simili si verifichino in media ogni 500 anni

Sette attacchi contro maschi adulti e diciassette contro cuccioli, osservati o ricostruiti con alto grado di certezza tra il 2018 e il 2024. Una comunità di scimpanzé che si divide in due gruppi rivali dopo vent’anni di coesione. Così i ricercatori, guidati dall’antropologo Aaron Sandel dell’Università del Texas, hanno documentato nel Parco Nazionale di Kibale (Uganda) un evento che, secondo le analisi genetiche, si verificherebbe in media ogni 500 anni, pubblicando i risultati su Science.
La comunità di Ngogo, la più grande comunità di scimpanzé conosciuta al mondo, ha subito una scissione permanente nel 2018, con la formazione di un gruppo occidentale e uno centrale che da alleati sono diventati nemici letali. Il caso precedente era quello di Gombe, in Tanzania, negli anni Settanta, durante lo studio di Jane Goodall, ma era rimasto oggetto di dibattito scientifico per le condizioni di osservazione.
La comunità di scimpanzé di Ngogo, nel Parco Nazionale di Kibale, è seguita dai ricercatori da tre decenni. Per i primi vent’anni si è mostrata stabile e coesa. Nel 2015, tuttavia, sono emersi i primi segnali di cambiamento con i gruppi occidentale e centrale che hanno cominciato a evitarsi progressivamente. I ricercatori correlano questo cambiamento a due fattori coincidenti: una riorganizzazione della gerarchia di dominanza maschile e la morte, avvenuta l’anno precedente, di diversi maschi adulti che probabilmente svolgevano un ruolo di “ponti” relazionali, mantenendo coesa la comunità più ampia.
La scissione si è completata nel 2018, con la formazione di due gruppi distinti con territori separati. Da quel momento è iniziata una serie di attacchi: tra il 2018 e il 2024, i ricercatori hanno osservato direttamente o ricostruito con un alto grado di certezza sette attacchi contro maschi adulti e diciassette contro cuccioli del gruppo avversario.
In molte specie di primati, i grandi gruppi si dividono regolarmente in unità più piccole, spesso per ridurre la competizione per le risorse. Negli scimpanzé, però, le scissioni permanenti sono fenomeni eccezionali. Gli studi genetici stimano che eventi di questo tipo si verifichino in media ogni 500 anni in una stessa comunità.
L’unico precedente documentato risaliva agli anni Settanta a Gombe, in Tanzania, nell’ambito del lungo studio condotto da Jane Goodall. Quel caso era però rimasto in parte controverso perché gli scimpanzé venivano nutriti dai ricercatori, rendendo difficile distinguere le dinamiche naturali da quelle indotte dall’interferenza umana. Il caso di Ngogo, osservato in condizioni di non interferimento per trent’anni, offre una base empirica molto più solida.
“Ciò che colpisce particolarmente è che gli scimpanzé stanno uccidendo ex membri del proprio gruppo. Le nuove identità di gruppo stanno prevalendo su relazioni cooperative che esistevano da anni”, osserva Sandel.
La riflessione che lo studio porta con sé va oltre l’etologia degli scimpanzé. Se la polarizzazione e i conflitti letali possono emergere dalle sole dinamiche relazionali, senza linguaggio, etnia o ideologia, allora i marcatori culturali che negli esseri umani sembrano generare i conflitti potrebbero essere, come ipotizza Sandel, “secondari rispetto a qualcosa di più fondamentale”. Una prospettiva che apre nuove domande sulla natura dei conflitti intergruppo anche nella nostra specie.
CITATI: AARON SANDEL, JANE GOODALLSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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