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16 Aprile 2026

New World Screwworm, oltre 170.000 casi in America centrale. Che cosa sapere per riconoscerlo

Cochliomyia hominivorax avanza verso il confine con gli Stati Uniti. La Fda ha già rilasciato autorizzazioni d’emergenza per quattro farmaci antiparassitari. Ecco il quadro clinico e operativo aggiornato

di Redazione Vet33


New World Screwworm, oltre 170.000 casi in America centrale. Che cosa sapere per riconoscerlo

L’avanzata del New World Screwworm (NWS) verso il confine messicano-statunitense è diventata, nelle ultime settimane, un’emergenza parassitaria internazionale con implicazioni che vanno ben oltre il continente americano. Al 14 aprile 2026, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) e del Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), si contano almeno 168.000 casi animali e circa 1.700 casi umani in Messico e America Centrale. L’Usda ha aggiornato l’8 aprile il proprio NWS Response Playbook mentre la Fda ha rilasciato autorizzazioni d’uso d’emergenza (EUA) per quattro prodotti antiparassitari. Il traffico internazionale di animali vivi, le importazioni di bestiame e il turismo con pet al seguito sono i vettori attraverso cui un parassita finora assente dall’Europa potrebbe arrivare sul continente, e i medici veterinari sono la prima linea di riconoscimento.

Che cos’è Cochliomyia hominivorax: biologia e ciclo vitale

Cochliomyia hominivorax è una mosca della famiglia Calliphoridae, originaria dell’America tropicale e subtropicale. A differenza delle comuni mosche della carne, le sue larve non si nutrono di tessuto necrotico ma attaccano il tessuto vivo, scavando ferite progressive che si ampliano con l’avanzare dell’infestazione. Il termine “screwworm”, vite da legno, descrive proprio il pattern elicoidale con cui le larve si approfondiscono nei tessuti.

Il ciclo vitale è rapido. La femmina deposita tra le 200 e le 400 uova in corrispondenza di qualsiasi soluzione di continuo della cute: ferite, punture di insetto, ombelico del neonato o mucose. Le uova schiudono in 12-24 ore; le larve completano lo sviluppo in 5-7 giorni, nutrendosi attivamente dei tessuti dell’ospite, per poi cadere al suolo e impuparsi. Un’infestazione non trattata può essere letale in pochi giorni.

Le specie colpite includono tutti i mammiferi: bovini, ovini, caprini, suini, equini, cani, gatti, selvaggina, nonché l’uomo. Nelle aree endemiche, gli agnelli neonati e i vitelli sono tra i soggetti più vulnerabili.

La situazione attuale: l’avanzata verso gli Usa

C. hominivorax era stata eradicata dagli Stati Uniti nel 1966 e dal Messico nel 1991 attraverso la tecnica del maschio sterile (SIT). Nelle ultime settimane, la ricomparsa attiva in Messico e il progressivo avanzamento verso il confine texano hanno riportato il parassita al centro dell’attenzione internazionale.

I dati al 14 aprile 2026:
● Circa 168.000 casi animali confermati in Messico e America Centrale
● Oltre 1.700 casi umani documentati nelle stesse aree
● Focolai attivi confermati nello Yucatán, nel Chiapas e in altri Stati messicani meridionali
● Presenza documentata in Guatemala, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama

L’Usda ha aggiornato l’8 aprile il NWS Response Playbook, rafforzando la sorveglianza ai punti di ingresso e potenziando il programma di rilascio di maschi sterili nelle zone cuscinetto.

Riconoscimento clinico: come si presenta la miasi

La miasi da C. hominivorax si distingue dalle infestazioni da altre specie di mosche per alcune caratteristiche cliniche specifiche che il veterinario deve saper riconoscere.

Presentazione clinica:
● Ferita con odore caratteristico, dolore marcato e secrezione siero-ematica
● Larve visibili nella lesione, disposte a testa in giù e orientate a spirale nei tessuti
● Bordi della ferita irregolari, con tessuto circostante eritematoso ed edematoso
● Rapida progressione: una ferita inizialmente piccola può espandersi a centinaia di centimetri quadri in 2-3 giorni
● L’animale mostra agitazione, anoressia, scuotimento della testa se la lesione è cefalica

Diagnosi differenziale: la miasi da C. hominivorax va distinta da quella da Wohlfahrtia magnifica, presente in Europa meridionale, e dalle infestazioni da Lucilia sericata o Calliphora spp. L’elemento discriminante è il comportamento larvale: le larve del NWS aggrediscono tessuto sano, quelle delle specie europee tessuto prevalentemente necrotico. La conferma richiede l’identificazione morfologica o molecolare delle larve.

Localizzazioni più frequenti: ombelico neonatale, ferite da tosatura, da parto, da castrazione, lesioni traumatiche, narici, occhi, orecchie, ano e vulva in caso di secrezioni.

Trattamento: i farmaci autorizzati dalla Fda

Tra febbraio e marzo 2026 la Fda ha rilasciato autorizzazioni d’uso d’emergenza per quattro prodotti nelle aree colpite:
● NexGard (afoxolaner) e NexGard COMBO (esafoxolaner, eprinomectin e praziquantel) autorizzati per cani e gatti come trattamento e profilassi. 
● Ivomec (ivermectina iniettabile) autorizzato per i bovini come trattamento delle infestazioni attive. 
● Spray antisettico F10 per ferite (soluzione topica di benzalconio cloruro, polihexanide e cipermetrina) autorizzato specificamente bovini, cavalli, specie minori di ungulati, rapaci e altri uccelli selvatici, uccelli da compagnia e mammiferi selvatici, esotici e da zoo in cattività

Cosa deve fare il veterinario in Europa oggi

La probabilità di incontrare un caso di NWS in Italia è attualmente bassa, ma non significa nulla. Ecco le azioni concrete che il medico veterinario può intraprendere adesso.
Vigilanza su animali importati. In caso di visita di animali provenienti da Messico, America Centrale o Sud America, o in transito da queste aree, effettuare un esame clinico attento di tutte le soluzioni di continuità cutanea, in particolare ombelico, orecchie, narici e genitali.
Anamnesi del proprietario. Per i pet di proprietari che hanno soggiornato o soggiornano in aree endemiche, chiedere esplicitamente se l’animale ha avuto ferite, esposizione a insetti o comportamenti anomali durante il viaggio.
Segnalazione. In caso di sospetto, contattare immediatamente il Servizio Veterinario della ASL competente e il Centro Nazionale di Referenza per le Malattie Esotiche (Cesme) presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Teramo. Il sospetto va trattato come emergenza: il parassita è soggetto a notifica obbligatoria.
Informare i clienti viaggiatori. Chi si reca in Messico o in America Centrale con i propri pet dovrebbe sapere che qualsiasi ferita, anche minima, deve essere ispezionata quotidianamente; inoltre, al rientro è opportuna una visita veterinaria prima che l’animale entri in contatto con altri animali.
Aggiornamento professionale. L’Efsa non ha ancora rilasciato una valutazione del rischio specifica per il NWS in Europa, ma il profilo del parassita è noto: in caso di introduzione, le condizioni climatiche dell’Italia meridionale sarebbero compatibili con la sua sopravvivenza stagionale.

Fonti:

https://www.cdc.gov/new-world-screwworm/situation-summary/index.html

https://www.fda.gov/animal-veterinary/safety-health/animal-drugs-new-world-screwworm 

https://www.avma.org/news/us-response-ramps-new-world-screwworm-nears-texas-border 

TAG: ANTIPARASSITARI, CANI, COCHLIOMYIA HOMINIVORAX, FDA, GATTI, NEW WORLD SCREWWORM, PARASSITI

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