Bovini
16 Aprile 2026Un nuovo focolaio è stato confermato il 14 aprile 2026 a Muravera, in provincia di Cagliari: 5 capi colpiti su 148 presenti, 4 già morti. Attivate immediatamente zona di protezione, zona di controllo e blocco delle movimentazioni

Erano passate poche settimane dal via libera del Ministero della Salute alla ripresa delle movimentazioni in Sardegna, dopo mesi di restrizioni. Il 14 aprile 2026, un allevamento di Muravera, nel sud est dell’isola, ha segnato la ricomparsa della Lumpy Skin Disease in Italia: 5 capi colpiti su una mandria di 148, 4 già morti e distrutti. Il caso è registrato nel Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (Izsam), ad oggi l’unico focolaio confermato nel 2026 sul territorio nazionale. La Regione Sardegna ha attivato immediatamente le procedure previste, prendendo contatto con il Ministero della Salute e disponendo l’abbattimento del focolaio. Sono in corso accertamenti negli allevamenti limitrofi per circoscrivere il perimetro dell’area interessata.
Il sospetto e la conferma risalgono al 14 aprile 2026. L’allevamento interessato si trova nel Comune di Muravera, in provincia di Cagliari, nel sud est della Sardegna. La mandria conta 148 capi bovini: 5 risultano infetti, 4 sono morti e già distrutti secondo i protocolli vigenti. Il focolaio è registrato nel Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario dell’Izsam, centro di referenza italiano per la LSD, ed è al momento l’unico caso confermato in Italia nel 2026.
Le indagini sull’origine del focolaio sono ancora in corso. Non è ancora chiaro se la malattia sia stata introdotta tramite animali importati, attraverso vettori o per altre vie.
In applicazione dei protocolli sanitari vigenti, sono state attivate le seguenti misure:
● Zona di protezione nel raggio di 25 km dal focolaio
● Zona di controllo estesa fino a 50 km
● Blocco delle movimentazioni degli animali nell’area interessata
● Abbattimento dell’intera mandria nell’allevamento sede del focolaio
● Accertamenti negli allevamenti limitrofi per verificare l’estensione del contagio
La Regione Sardegna ha dichiarato la situazione “sotto controllo e costantemente monitorata” dagli assessorati della Sanità e dell’Agricoltura, in raccordo con il Ministero della Salute. È stata inoltre richiesta la convocazione del Tavolo permanente sulla Dermatite Nodulare Bovina.
La Lsd era comparsa per la prima volta in Sardegna nel giugno 2025, in un allevamento del Nuorese. Nei mesi successivi, la malattia si era diffusa nell’isola, portando al blocco delle movimentazioni e delle esportazioni di bovini, con danni economici significativi per il settore zootecnico sardo. Era stata avviata una campagna vaccinale che aveva portato all’estinzione degli ultimi focolai residui ai primi di gennaio 2026. Le restrizioni erano state revocate nelle settimane successive.
La ricomparsa a distanza di pochi mesi dall’estinzione certificata riapre interrogativi sulla solidità della copertura vaccinale raggiunta e sulle vie di reintroduzione del virus.
Il Centro Studi Agricoli guidato da Tore Piana ha sollevato, contestualmente alla notizia del focolaio, una questione economica che aggrava il quadro: la Regione Sardegna è ancora in ritardo nel pagamento degli indennizzi per la mancata movimentazione subita dagli allevatori durante la precedente epidemia.
“Allevatori che hanno rispettato le regole, subito danni enormi e che oggi rischiano di essere nuovamente travolti senza alcuna certezza economica”, si legge nella nota del Centro Studi.
L’appello è a rafforzare immediatamente la sorveglianza, i controlli negli allevamenti e nei trasporti, e ad adottare tutte le misure necessarie per contenere la diffusione.
TAG: ABBATTIMENTO, DERMATITE NODULARE BOVINA, IZS DELL’ABRUZZO E DEL MOLISE, LUMPY SKIN DISEASE, MURAVERA, SARDEGNA, VACCINAZIONISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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