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13 Gennaio 2026

Hate speech contro veterinari: Anmvi, Fnovi e SIVeMP chiedono misure urgenti per colmare vuoto normativo

Le tre organizzazioni denunciano al Ministero della Salute e all’Osservatorio ONSEPS l’aumento di contenuti ostili sui social contro i professionisti sanitari. Proposte nuove tutele legislative e strumenti operativi per contrastare l’odio online

di Redazione Vet33


Hate speech contro veterinari: Anmvi, Fnovi e SIVeMP chiedono misure urgenti per colmare vuoto normativo

Il fenomeno della comunicazione di odio (cosiddetto hate speech) ai danni dei professionisti sanitari, inclusi i medici veterinari, sta assumendo caratteristiche sempre più frequenti e aggressive, soprattutto sulle piattaforme digitali. ANMVI, FNOVI e SIVeMP lo definiscono “un rischio crescente e sottovalutato” e, in una lettera congiunta inviata al Ministero della Salute e all’Osservatorio nazionale contro le aggressioni ai sanitari (ONSEPS), chiedono interventi urgenti per colmare un vuoto normativo che oggi non consente di affrontare in modo adeguato l’odio veicolato attraverso i social network.

La denuncia delle organizzazioni veterinarie

Il fenomeno dell’hate speech ai danni dei medici veterinari sta assumendo dimensioni crescenti e modalità sempre più aggressive. ANMVI, FNOVI e SIVeMP lo definiscono un rischio in aumento e “sottovalutato”, con effetti di stigma e denigrazione dell’intera categoria, evidenziando come le piattaforme digitali stiano diventando sempre più un luogo privilegiato di ostilità verso tutti i professionisti sanitari. Con una lettera congiunta inviata al Ministero e all’ONSEPS, le tre organizzazioni sollecitano interventi rapidi e mirati per prevenire e contrastare il fenomeno, proponendo possibili misure operative.

Un fenomeno che la legge attuale non riesce a contenere

La normativa vigente (Legge 113/2020, integrata nel 2024 dalla Legge 171) punisce le condotte “violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria”. 
Tuttavia, la sua applicazione riguarda soprattutto episodi avvenuti nelle strutture sanitarie, fisicamente identificabili e circoscritti. Secondo le tre organizzazioni, questa impostazione risulta insufficiente a fronte dello scenario digitale attuale, dove la comunicazione ostile presenta caratteristiche completamente diverse: diffusione virale dei contenuti, persistenza dei messaggi (es. cyberstalking), possibilità di innescare ulteriori comportamenti illeciti e creazione di veri e propri “episodi sentinella” (come riconosciuto dal DM 13 gennaio 2022).
I medici veterinari non sono colpiti solo come singoli professionisti, ma come categoria, con attacchi che riguardano specificamente l’esercizio della loro funzione, sia nel pubblico che nel privato. Le forme di hate speech osservate non sono assimilabili alla semplice diffamazione, ma si configurano come pratiche sistemiche che generano stigma e denigrazione professionale.

Le proposte di intervento

ANMVI, FNOVI e SIVeMP propongono:
● di modificare l’articolo 9 della Legge 113/2020 inserendo anche le condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste veicolate tramite reti informatiche e social network. La richiesta include l’introduzione di una definizione normativa di hate speech, collegata direttamente alla comunicazione di odio rivolta contro i singoli sanitari o le professioni sanitarie come gruppo/categoria esercitata, così da evitare interpretazioni discordanti e da fornire strumenti chiari alle autorità competenti.
● di rafforzare gli strumenti di segnalazione e intervento. In particolare, chiedono di sviluppare procedure rapide e uniformi per la rimozione dei contenuti ostili dai social, attraverso canali dedicati e supportati direttamente dalle autorità competenti. Una collaborazione istituzionale potrebbe rendere le segnalazioni più efficaci e prevedere meccanismi di inibizione per evitare la reiterazione delle condotte. Le organizzazioni ritengono utile anche un coinvolgimento più attivo degli Ordini professionali, che potrebbero supportare i professionisti nella gestione dei casi di hate speech e facilitare l’interlocuzione con le piattaforme digitali.

Il ruolo dell’Osservatorio ONSEPS

Nella loro comunicazione, ANMVI, FNOVI e SIVeMP chiedono all’Osservatorio ONSEPS di inserire il tema dell’odio online nel piano straordinario di comunicazione previsto dalla normativa e di dedicarvi uno spazio significativo in occasione della Giornata Nazionale di educazione e prevenzione delle violenze ai sanitari.
La volontà è quella di dare visibilità a un problema considerato ancora troppo marginale nel dibattito pubblico e che invece sta producendo conseguenze reali sulla serenità, sull’immagine professionale e talvolta sulla sicurezza degli operatori.

Le tre organizzazioni si dichiarano disponibili a collaborare alla costituzione di un gruppo di lavoro specifico all’interno dell’Osservatorio, con l’obiettivo di approfondire gli aspetti giuridici e operativi del fenomeno e di contribuire alla definizione di un percorso che porti a una revisione normativa coerente con le sfide attuali.

TAG: ANMVI, FNOVI, HATE SPEECH, MINISTERO DELLA SALUTE, ODIO ONLINE, ONSEPS, SIVEMP, VIOLENZE A OPERATORI SANITARI

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