Farmaci
30 Ottobre 2026Circolare in ritardo e costi incerti: l’Associazione sollecita il Ministero della Salute e segnala offerte speculative su videosorveglianza e casseforti per i medicinali stupefacenti

Mancano meno di due mesi alla scadenza per adeguare cliniche, ospedali e laboratori veterinari alle misure di sicurezza del decreto Fentanyl, e la circolare operativa del Ministero della Salute non è ancora arrivata. Per questo l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), con un comunicato del 28 ottobre, chiede al Ministero di emanare le indicazioni attuative e di valutare una proroga. L’Associazione segnala anche offerte di mercato per videosorveglianza e custodia dei farmaci a prezzi elevati e non sempre conformi agli standard richiesti.
Il provvedimento in questione è il decreto del Ministero della Salute 15 settembre 2026, “Definizione delle misure minime uniformi per la sicurezza, la custodia, la tracciabilità e la gestione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope”. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre ed è entrato in vigore il giorno successivo. Da quella data decorrono i 90 giorni concessi alle strutture per completare gli adempimenti. Il termine cade quindi nel periodo natalizio. In una nota precedente ANMVI aveva già osservato che il computo potrebbe slittare al primo giorno lavorativo utile e aveva chiesto un chiarimento ministeriale tempestivo.
Secondo l’Associazione, i tempi per adeguarsi si stanno riducendo senza che i professionisti abbiano ricevuto indicazioni chiare su quali interventi strutturali, impiantistici, strumentali e organizzativi siano davvero necessari. A questo si aggiungono i passaggi burocratici: ANMVI riferisce che, in alcuni casi, l’autorizzazione all’installazione di impianti di videosorveglianza può arrivare fino a 30 giorni dopo la presentazione dell’istanza.
L’Associazione sottolinea inoltre che le spese vanno sostenute senza detassazioni né indennizzi. In alcune strutture servono anche lavori edilizi non previsti, che rischiano di interferire con l’attività clinica quotidiana. Sono questi i motivi per cui ANMVI chiede formalmente al Ministero della Salute di valutare un differimento del termine.
Un secondo punto del comunicato riguarda il mercato. Nell’incertezza su quali investimenti siano richiesti, ANMVI segnala comportamenti speculativi da parte di alcuni fornitori. Riferisce di proposte commerciali per sistemi di videosorveglianza e di custodia dei medicinali a prezzi elevati e, in alcuni casi, non conformi agli standard di sicurezza previsti dal decreto. Il comunicato non indica fornitori, cifre o casi specifici.
Subito dopo la pubblicazione del decreto, ANMVI aveva trasmesso al Ministero della Salute una proposta di linea guida per un’applicazione proporzionata alla realtà delle strutture veterinarie. Il documento era rivolto sia alla Direzione generale competente per la sanità animale sia a quella competente sui medicinali stupefacenti. Uno degli obiettivi era fornire un modello per la procedura aziendale prevista dal decreto. Il presidente ANMVI, Marco Melosi, aveva osservato che il testo non rispecchia pienamente l’organizzazione delle strutture veterinarie e presenta difficoltà applicative.
L’Associazione auspicava che la proposta venisse recepita nelle circolari ministeriali, ma oggi constata che i tempi si stanno allungando. L’articolo 17 del decreto affida al Ministero della Salute, in collaborazione con il Ministero dell’Interno, la definizione delle modalità operative e degli standard informativi per l’attuazione.
Rientrano nel campo di applicazione le strutture che l’Accordo Stato-Regioni del 26 novembre 2003 classifica come cliniche veterinarie, case di cura veterinarie, ospedali veterinari e laboratori veterinari di analisi. La deroga riguarda solo studi e ambulatori veterinari che detengono quotidianamente meno di sette confezioni di medicinali stupefacenti. Ai fini dell’esonero non conta se l’attività sia esercitata in forma singola o associata.
TAG: ANMVI, CLINICA VETERINARIA, FARMACI STUPEFACENTI, FENTANIL, MINISTERO DELLA SALUTESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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