Alert sanitari
30 Ottobre 2026L’IZSPB ha confermato due focolai a San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis. ASL Foggia impone la vaccinazione nel raggio di cinque chilometri, la segnalazione immediata delle carcasse e il divieto di aprirle

Il Bacillus anthracis torna a circolare nel Gargano. Due aziende agricole, una a San Giovanni Rotondo e una a San Marco in Lamis, sono risultate sede di focolai di carbonchio ematico. La conferma è arrivata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata (IZSPB), sede di Foggia, sui campioni di sangue prelevati dal Servizio Veterinario. In risposta, ASL Foggia ha attivato il protocollo di profilassi previsto dalle direttive regionali. Il protocollo comprende la vaccinazione obbligatoria nel raggio di cinque chilometri e regole rigide sulla gestione delle carcasse in tutta la provincia.
Le segnalazioni sono partite dal Servizio Veterinario del Dipartimento di Prevenzione di ASL Foggia. I prelievi di sangue eseguiti su alcuni animali di due aziende agricole della Capitanata sono stati inviati all’IZSPB di Foggia. L’Istituto ha accertato l’infezione in entrambi i casi. Le aziende si trovano nei comuni di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis, due territori confinanti nell’area garganica a vocazione pastorale.
L’azienda sanitaria ha trasmesso un’informativa sulle misure adottate alla Regione Puglia, ai comandi di Polizia Locale, alle stazioni dei Carabinieri Forestali, alle altre forze dell’ordine e alle associazioni di categoria. Lo scopo è coordinare i controlli sul territorio.
Il carbonchio ematico, o antrace, è una malattia infettiva e diffusiva sostenuta da Bacillus anthracis. Colpisce soprattutto bovini, ovini e caprini ed è una zoonosi. Il batterio forma spore molto resistenti che possono persistere a lungo nel terreno e contaminare i pascoli.
Gli animali si infettano soprattutto per via orale. Ingeriscono erba, foraggio o acqua contaminati dalle spore, pascolano su suoli contaminati oppure vengono esposti indirettamente a materiale infetto. Per l’uomo le vie di contagio sono quattro. La prima è il contatto con animali malati o con le loro carcasse. La seconda è l’esposizione di ferite cutanee a sangue e tessuti infetti. La terza è l’inalazione di spore durante la manipolazione di materiali contaminati. La quarta è il consumo di carne proveniente da animali infetti.
Il provvedimento segue le direttive della Regione Puglia e riguarda tutti i proprietari e detentori di aziende zootecniche della provincia. ASL Foggia lo motiva con la tutela della salute pubblica e con la stabilità economica del comparto zootecnico locale.
La misura più circoscritta è la vaccinazione obbligatoria di tutti gli animali nelle aziende entro cinque chilometri dai focolai. Le altre misure valgono su tutto il territorio provinciale. Chi conduce pascoli o alleva animali e trova la carcassa di un bovino o di un’altra specie sensibile deve avvisare subito i Servizi Veterinari ASL competenti per territorio. Lo stesso obbligo vale per chi osserva sintomi sospetti.
Il divieto più netto riguarda la manipolazione dei cadaveri. Non sono ammessi l’apertura, l’esame autoptico né lo scuoiamento. La ragione è biologica: l’esposizione all’aria dei tessuti della carcassa favorisce la sporulazione di Bacillus anthracis. Il batterio passa così dalla forma vegetativa alla forma di resistenza, che contamina l’ambiente e aumenta il rischio di nuovi contagi.
La gestione e lo smaltimento delle carcasse devono quindi avvenire sotto la vigilanza diretta del Servizio Veterinario. Devono inoltre rispettare il Regolamento (CE) n. 1069/2009 e il Regolamento (UE) n. 142/2011, che disciplinano i sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano.
Secondo ASL Foggia, sono sanzionate la mancata segnalazione, la gestione illecita e l’abbandono delle carcasse. Si applicano le sanzioni amministrative e penali previste dalla normativa vigente, comprese quelle del decreto legislativo di adeguamento ai regolamenti europei sui sottoprodotti. L’azienda sanitaria richiama anche le conseguenze penali per i reati contro la salute pubblica e per l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità prevista dall’articolo 650 del Codice penale.
TAG: ANTRACE, ASL FOGGIA, CARBONCHIO EMATICO, IZS DELLA PUGLIA E DELLA BASILICATA, VACCINAZIONE, ZOONOSISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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