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27 Febbraio 2026

Specializzazioni veterinarie. Nuovo sollecito al Governo, fondi fermi e borse insufficienti

È stata presentata una nuova interrogazione parlamentare per chiedere l’emanazione del DPCM di riparto e l’aumento delle borse per gli specializzandi veterinari, ferme a 4.773 euro lordi annui

di Redazione Vet33


Specializzazioni veterinarie. Nuovo sollecito al Governo, fondi fermi e borse insufficienti

Nuovo pressing sul Governo per sbloccare le borse di studio delle specializzazioni veterinarie. Una nuova interrogazione parlamentare denuncia il ritardo nell’emanazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) di riparto dei fondi previsti dalla Legge di Bilancio 2025 e sollecita interventi urgenti sia per consentire la pubblicazione dei bandi 2025/2026 sia per rivedere l’importo delle borse, ritenuto non adeguato all’impegno formativo richiesto.

I ritardi e le richieste al Governo

Il Capogruppo vicario alla Camera, l'Onorevole Marco Grimaldi (AVS), ha presentato un’interrogazione rivolta alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri della Salute, dell’Università e dell’Economia per sollecitare l’emanazione del decreto necessario a ripartire le risorse destinate alle borse di studio degli specializzandi veterinari e delle altre professioni sanitarie non mediche. 
Il provvedimento, previsto dalla Legge di Bilancio 2025, risulta ancora non adottato, nonostante i fondi siano già stati stanziati.

Importo borse di studio insufficiente

Oltre al ritardo procedurale, l’interrogazione evidenzia anche una criticità strutturale legata all’entità del sostegno economico. L’importo previsto, pari a 4.773 euro lordi annui (meno di 400 euro al mese), viene considerato largamente insufficiente rispetto a un impegno formativo stimato in 38-40 ore settimanali.
Secondo l’interrogante, tale livello di remunerazione rischia di rendere il percorso specialistico poco attrattivo per i giovani professionisti, con possibili ripercussioni sul futuro fabbisogno del Servizio sanitario nazionale.

Bandi bloccati e incertezza per migliaia di giovani veterinari

Il mancato DPCM di riparto sta impedendo alle università di pubblicare i bandi di accesso alle scuole di specializzazione dell’area sanitaria non medica per l’anno accademico 2025/2026. La situazione genera incertezza e disorientamento tra migliaia di laureati, in attesa di indicazioni chiare sui tempi di avvio dei percorsi formativi e sulle effettive possibilità di accesso alle borse finanziate dallo Stato.

La normativa affida la ripartizione delle risorse a un Dpcm, su proposta del Ministro dell’Università e della Ricerca, di concerto con i Ministri della Salute e dell’Economia. Già con una nota dell’8 agosto 2025, il Mur aveva comunicato ai rettori che il decreto era “in fase di perfezionamento”. A oggi, tuttavia, il provvedimento non risulta emanato. L’interrogazione chiede quindi di chiarire le motivazioni politiche e amministrative che hanno determinato questo ulteriore slittamento.

Quello di Grimaldi non è un caso isolato. Una analoga interrogazione è stata presentata anche dal deputato Marco Lacarra (PD), segno di una crescente attenzione parlamentare trasversale sul tema delle specializzazioni sanitarie non mediche.

CITATI: MARCO GRIMALDI, MARCO LACARRA
TAG: BORSE DI STUDIO, SPECIALIZZAZIONI

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