Professione
27 Febbraio 2026Senza il DPCM di riparto delle borse previsto dalla Legge di Bilancio 2025, le università non possono pubblicare i bandi: a rischio formazione specialistica, SSN veterinario e approccio One Health

Il sistema della formazione specialistica veterinaria è fermo da mesi. Il mancato DPCM di riparto delle borse di studio previsto dalla Legge di Bilancio 2025 sta bloccando i bandi delle Scuole di specializzazione per l’anno accademico 2025/2026. La Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) denuncia un impatto sistemico sulla sanità pubblica veterinaria, sulla sicurezza alimentare e sulla capacità del Servizio sanitario nazionale di garantire competenze specialistiche coerenti con l’approccio One Health.
Il blocco dei bandi e l’impatto sul SSN
Fnovi ha formalizzato l’allarme sul perdurante stallo nell’attivazione dei bandi per le Scuole di specializzazione dell’area sanitaria non medica. La criticità deriva dall’assenza del DPCM necessario alla ripartizione delle risorse destinate alle borse di studio introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). In assenza del decreto, gli atenei non dispongono della copertura finanziaria necessaria e rinviano la pubblicazione dei bandi, determinando un effetto paralisi sull’accesso ai percorsi post-laurea.
Secondo Fnovi, il blocco non riguarda solo il futuro professionale dei giovani veterinari, ma incide sulla tenuta del sistema di sanità pubblica veterinaria, sulla sicurezza alimentare e sulla gestione delle emergenze sanitarie in ottica One Health. La specializzazione rappresenta infatti, in molti casi, un requisito essenziale per l’accesso ai concorsi nel Ssn. Il ritardo nella formazione specialistica rischia quindi di tradursi, nel medio periodo, in carenze strutturali di personale qualificato nei servizi veterinari pubblici.
Borse introdotte ma non operative
La Legge di Bilancio 2025 ha previsto l’introduzione di borse annuali per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica, misura accolta positivamente dalla professione. Tuttavia, l’effettiva erogazione è subordinata al DPCM di riparto delle risorse tra gli atenei. Questo meccanismo, in assenza del decreto attuativo, rischia di produrre l’effetto opposto a quello auspicato: limitare drasticamente il numero degli ammessi in funzione dei soli fondi disponibili, comprimendo l’accesso alla specializzazione e aggravando la carenza di professionalità veterinarie specialistiche.
Per superare l’impasse, la Federazione avanza alcune soluzioni operative. Tra queste, la distinzione tra posti finanziati con fondi statali e posti senza borsa o sostenuti da enti terzi, consentendo agli atenei di procedere comunque con le ammissioni. Fnovi suggerisce inoltre di permettere l’avvio delle attività formative con riconoscimento economico delle borse in un momento successivo, evitando un anno accademico “bianco”. Centrale anche la richiesta di coordinamento con il Ministero della Salute per allineare il numero di specialisti formati al fabbisogno reale dei servizi veterinari pubblici.
Un tavolo tecnico urgente
Fnovi ha chiesto l’attivazione urgente di un tavolo tecnico con i Ministeri dell’Università, della Salute e dell’Economia, con due priorità: emanazione immediata del DPCM di riparto e adozione di atti amministrativi che consentano l’avvio dei bandi 2025/2026 senza ulteriori ritardi. In assenza di un intervento rapido, la Federazione avverte il rischio concreto di un anno “sabbatico” forzato per la veterinaria italiana, con ricadute sulla continuità formativa, sulla programmazione del personale sanitario e sull’efficacia complessiva del sistema di prevenzione e sicurezza sanitaria.
TAG: BORSE DI STUDIO, DPCM DI RIPARTO, FNOVI, SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE, SPECIALIZZAZIONISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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