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11 Settembre 2024

Cannabidiolo. Tar Lazio sospende Decreto inserimento Cbd tra sostanze stupefacenti

Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha bloccato il Decreto del Ministero della Salute che inseriva il cannabidiolo nella tabella dei medicinali stupefacenti. L’udienza di merito è stata fissata per il 16 dicembre

di Redazione Vet33


Cannabidiolo. Tar Lazio sospende Decreto inserimento Cbd tra sostanze stupefacenti

Con l’Ordinanza del 10 settembre 2024, il Tar del Lazio ha sospeso l’efficacia del Decreto del Ministero della Salute che inseriva il Cbd tra le sostanze stupefacenti. La decisione, accolta con soddisfazione dagli imprenditori della canapa, arriva dopo un acceso contenzioso che ha messo in discussione gli impatti legali ed economici sul settore. Il Tribunale ha fissato l’udienza di merito per il 16 dicembre, riconoscendo la “peculiarità della vicenda contenziosa” e i “risvolti che coinvolgono un’intera filiera”.
 

La vicenda

Il Tar del Lazio con l’ordinanza del 10 settembre ha sospeso l’efficacia del Decreto del 27 giugno 2024 del Ministero della Salute, entrato in vigore lo scorso 05 agosto, che prevedeva l’inserimento del cannabidiolo (Cbd) ottenuto da estratti di cannabis nella sezione B della tabella dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti, riferendosi in particolare alle composizioni per somministrazione orale. I giudici hanno accolto l’istanza cautelare presentata dall’Associazione Imprenditori Canapa Italia fissando un’udienza di merito il prossimo 16 dicembre.
A inizio agosto il Ministero della Salute aveva anche diffuso una nota di chiarimento per la prescrizione e dispensazione in ambito veterinario

Il settore della canapa

Da mesi gli imprenditori del settore e il Ministero della Salute hanno dato vita a un contenzioso che contrappone le ragioni degli operatori economici a quelle delle autorità sanitarie.

Gli Imprenditori Canapa Italiana (Ici) si dicono soddisfatti: “Il Giudice amministrativo ha riconosciuto la fondatezza delle nostre argomentazioni, rilevando il grave ed irreparabile danno che l’applicazione del decreto comporta all’intero settore e ha deciso di sospenderne l’efficacia in attesa del giudizio di merito. Questa decisione rappresenta un’importante vittoria per il settore della canapa industriale, che rischiava di subire gravi danni sociali, occupazionali ed economici. I giudici hanno ritenuto che l’applicazione del decreto avrebbe infatti potuto comportare per gli operatori economici significative ed irreparabili conseguenze, anche di natura penale, legate alla possibile contestazione di reati in materia di stupefacenti”.
“Nell’ambito del giudizio – prosegue l’Associazione – anche attraverso la relazione tecnica a firma del Prof. Ciallella (già Direttore dell’Istituto di Medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma), ha dimostrato come il Cbd non determini dipendenza psicofisica e non possieda effetti psicoattivi che possano giustificarne l’inclusione tra le sostanze stupefacenti. Il ricorso presentato da Ici, con il sostegno di Coldiretti Liguria – che ha svolto un intervento ad adiuvandum nel giudizio – ha ribadito che il settore della canapa industriale, basato su principi di legalità e sicurezza, rappresenta un’opportunità economica significativa, specialmente per le aree rurali e le piccole e medie imprese agricole”.

“Siamo molto soddisfatti di questa nuova sospensione cautelare del Decreto, che ancora una volta ci permette di tutelare e proteggere al meglio l’intero settore della canapa industriale” ha dichiarato il Presidente dell’Associazione Raffaele Desiante. “È la seconda volta che riusciamo a ottenere la sospensione della decisione del ministero di inserire il Cbd nella tabella dei medicinali contenenti sostanze psicotrope o stupefacenti, dimostrando l'infondatezza delle sue basi. Continueremo a lavorare per garantire un futuro sicuro e stabile per gli imprenditori della canapa in Italia”.

CITATI: RAFFAELE DESIANTE
TAG: CANNABIDIOLO, CBD, IMPRENDITORI CANAPA ITALIANA, SOSTANZE STUPEFACENTI, TAR DEL LAZIO

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