Virus
18 Settembre 2026Il Ministero della Salute conferma la presenza del virus Shamonda in allevamenti di vacche da latte di Trento e Bolzano e in bovini provenienti dalla Francia. Il virus, non trasmissibile all'uomo, richiede attenzione clinica da parte di allevatori e medici veterinari

Il Ministero della Salute informa che nel mese di agosto è stata rilevata la presenza del virus Shamonda (SHAV) in allevamenti di vacche da latte del Nord Italia, nelle province di Trento e Bolzano, nonché in alcuni bovini introdotti sul territorio nazionale provenienti dalla Francia. La conferma è arrivata il 31 agosto. Il virus Shamonda è un ortobunyavirus appartenente al sierogruppo Simbu, a cui appartiene anche il virus della malattia di Schmallenberg (SBV).
Individuato per la prima volta in Nigeria a metà degli anni Sessanta, il virus era stato segnalato sporadicamente in Africa, Australia e Giappone. Nell'estate 2026 è stato rilevato per la prima volta in diversi Paesi dell'Europa centro-occidentale, in particolare Germania, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Liechtenstein e Austria.
I bovini sono considerati gli ospiti principali, ma il virus è stato rilevato anche in ovini, caprini, alpaca e cavalli. La trasmissione avviene principalmente tramite vettori del genere Culicoides, lo stesso vettore del virus della febbre catarrale ovina (BTV) e del virus della malattia emorragica epizootica (EHDV). Attualmente non esistono prove di una significativa trasmissione diretta da animale ad animale, ad eccezione della trasmissione verticale dalla madre al feto durante la gestazione.
Il virus non è trasmissibile all'uomo e non presenta quindi alcun impatto sulla salute pubblica, in particolare per quanto riguarda il consumo di latte o carne. L'infezione da SHAV non è una malattia elencata ai sensi della normativa dell'Unione Europea in materia di sanità animale, e non è quindi soggetta a obbligo di notifica né a misure ufficiali di sorveglianza e controllo.
Nei bovini, i quadri clinici descritti sono caratterizzati prevalentemente da febbre, diarrea e significativa riduzione della produzione lattea. Il virus è stato inoltre riscontrato in associazione a eventi abortivi. I segni clinici appaiono più lievi nei piccoli ruminanti rispetto ai bovini, mentre l'infezione nel cavallo si manifesta con una grave sintomatologia neurologica.
Attualmente non è disponibile alcun vaccino contro il virus. Le misure di controllo più efficaci si basano sulla protezione degli allevamenti dagli insetti vettori, al fine di ridurre il rischio di infezione: eliminazione dei siti di deposizione delle uova, come effluenti liquidi e zone di acqua stagnante, e disinfestazione dei mezzi di trasporto.
La Direzione Generale della Salute Animale raccomanda all'allevatore che osservi nel proprio bestiame i sintomi descritti – febbre, calo della produzione lattea, diarrea, aborto – in particolare durante il periodo di attività degli insetti vettori, di contattare il proprio medico veterinario, che valuterà le necessarie terapie di supporto e gli opportuni approfondimenti diagnostici. I veterinari, sia liberi professionisti sia pubblici, sono invitati a tenere conto della nota ministeriale ai fini della diagnosi differenziale, qualora riscontrino i sintomi descritti o ricevano segnalazioni in tal senso dagli operatori. Per gli aspetti tecnici di laboratorio, sarà cura del Centro di Referenza Nazionale fornire le necessarie indicazioni alla rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. La Direzione Generale segue l'evoluzione della situazione e fornirà tempestivamente ulteriori aggiornamenti sulla base dei nuovi dati disponibili.
TAG: BOVINI, CULICOIDES, ITALIA, MINISTERO DELLA SALUTE, SIEROGRUPPO SIMBU, VIRUS SHAMONDASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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