Normative
17 Settembre 2026La Federazione torna sul Decreto per la gestione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e chiede correttivi prima dell’adozione definitiva

La Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani (FNOVI) torna a intervenire sul Decreto relativo alla gestione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope. Con una nota del 16 settembre, il presidente Gaetano Penocchio ha rappresentato al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato le preoccupazioni della professione, chiedendo un confronto prima dell’adozione definitiva del provvedimento. La nuova iniziativa fa seguito alla richiesta con cui la Federazione aveva chiesto lo stralcio delle strutture veterinarie private dal campo di applicazione delle nuove disposizioni e l’apertura di un tavolo di confronto.
Secondo FNOVI, le finalità di sicurezza e controllo alla base del provvedimento sono condivisibili, ma gli adempimenti strutturali, organizzativi e gestionali previsti rischiano di non essere proporzionati alle caratteristiche delle diverse realtà medico-veterinarie.
La Federazione evidenzia in particolare che l’esclusione prevista per alcune strutture che detengono quantitativi molto limitati di medicinali non risolverebbe pienamente le criticità. Il criterio sarebbe infatti collegato anche alla classificazione formale della struttura e non soltanto alle quantità effettivamente detenute. Di conseguenza, anche cliniche veterinarie di piccole dimensioni e con volumi di attività contenuti potrebbero essere sottoposte integralmente ai nuovi requisiti.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’impatto economico e gestionale delle nuove disposizioni. Le prime valutazioni delle rappresentanze professionali indicano costi di adeguamento nell’ordine di alcune migliaia di euro per struttura, ai quali si aggiungerebbero gli oneri legati alla gestione continuativa dei nuovi adempimenti.
Per FNOVI, il rischio è che requisiti e procedure eccessivamente complessi inducano alcune strutture a rinunciare alla detenzione e all’impiego di medicinali necessari per l’anestesia, l’analgesia e altre prestazioni veterinarie. Una eventuale riduzione della disponibilità di questi medicinali potrebbe avere ricadute sull’attività clinica e sull’assistenza agli animali.
Nella nota al sottosegretario Gemmato, FNOVI segnala inoltre il mancato coinvolgimento formale della professione nella predisposizione del provvedimento e i tempi ristretti dell’istruttoria.
Le criticità sono condivise, secondo la Federazione, anche dalle associazioni e dalle organizzazioni sindacali dei medici veterinari. La richiesta è quindi di valutare, prima dell’adozione definitiva, possibili correttivi che rendano gli adempimenti sostenibili e proporzionati alle diverse tipologie di strutture professionali, mantenendo al tempo stesso le necessarie garanzie di sicurezza e tracciabilità.
CITATI: GAETANO PENOCCHIO, MARCELLO GEMMATOSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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