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23 Ottobre 2026Lo spin-off dell’Università degli Studi di Milano è tra le dieci realtà della categoria Biological Systems del report di *beeco, ESCP e InnovUp, presentato a Torino durante Wave by Vento

Misurare lo stress e lo stato di salute degli animali da reddito attraverso i microRNA, prima che le alterazioni diventino visibili in clinica o nei dati produttivi. È la tecnologia che ha portato MOOVET DXC, spin-off dell’Università degli Studi di Milano con sede a Lodi, nel report Agrifood next 60. La pubblicazione mappa le startup agrifoodtech italiane ritenute più promettenti e colloca MOOVET tra le dieci selezionate nell’area Biological Systems.
Agrifood next 60 è una pubblicazione annuale curata da *beeco insieme alla business school ESCP e a InnovUp. Il suo obiettivo è individuare, descrivere e posizionare le startup italiane che operano nell’innovazione agroalimentare. L’edizione è stata presentata all’Auditorium di ESCP a Torino, in un side event ufficiale di Wave by Vento.
Una commissione indipendente e multidisciplinare ha selezionato le 60 realtà applicando dieci criteri comuni, che vanno dal contenuto tecnologico all’utilità concreta per chi produce. Il report non stila una classifica. Raggruppa invece le startup in sei aree tecnologiche, ne descrive i tratti distintivi e aggiunge un’analisi dell’ecosistema italiano e i contributi di partner e protagonisti del settore.
Marco D’Angelo, CEO di *beeco, ne spiega il senso: «Le startup ci sono, e queste 60 lo dimostrano. Mancava una mappa che investitori, imprese e istituzioni potessero usare per decidere dove guardare».
MOOVET DXC nasce dalla ricerca veterinaria. Lavora su soluzioni biotech e diagnostiche basate sull’analisi dei microRNA e di altri biomarcatori molecolari. In ambito agrifood, l’azienda sviluppa strumenti per monitorare salute, stress e benessere degli animali da reddito. L’idea è tradurre segnali molecolari complessi in indicatori leggibili da allevatori, veterinari e imprese della filiera.
Secondo l’azienda, il valore dell’approccio sta nell’anticipo. Questi strumenti dovrebbero intercettare cambiamenti biologici in una fase in cui non si manifestano ancora come segni clinici o cali di produzione. Così le decisioni su benessere, prevenzione e gestione produttiva potrebbero poggiare su dati oggettivi e misurabili, e non soltanto sull’osservazione.
Luiz Gustavo De Matos, CEO di MOOVET DXC, descrive così l’obiettivo della società: «Vogliamo contribuire a una gestione dell’allevamento sempre più preventiva, misurabile e basata sui dati», rendendo più accessibile l’impiego dei biomarcatori molecolari nel settore zootecnico.
L’area in cui è stata inserita MOOVET raccoglie le innovazioni applicate ai sistemi agricoli e biologici. Comprende genetica, microbioma, biostimolanti e biocontrollo, nuovi modelli di coltivazione e allevamento e, in modo esplicito, salute e benessere animale. Secondo i curatori del report, l’Europa sta costruendo su questo fronte un vantaggio tecnologico. Il fattore decisivo, in questa lettura, è la capacità di portare i risultati della ricerca scientifica fino al campo e alla stalla.
Per il veterinario zooiatra il tema è concreto. Strumenti di monitoraggio molecolare, se validati e trasferiti in routine, potrebbero affiancare la valutazione clinica e gli indicatori di benessere già in uso. Il loro contributo sarebbe sul piano della precocità e dell’oggettività.
Il report Agrifood next 60 si può scaricare gratuitamente dal sito agrifoodnext60.world. Contiene i profili completi delle 60 startup selezionate, suddivise per area tecnologica.
CITATI: LUIZ GUSTAVO DE MATOS, MARCO D'ANGELOSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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