Influenza aviaria
22 Ottobre 2026L'ECDC segnala 72 casi umani negli Stati Uniti dal 2024, di cui 42 associati all'esposizione a bovini da latte. Nell'UE non risultano infezioni nei bovini

Un nuovo caso umano di influenza aviaria A(H5N1) è stato confermato il 15 ottobre 2026 nello Stato di Washington, negli Stati Uniti, in una persona esposta per motivi professionali a bovini da latte infetti. Lo riferisce il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) nell'aggiornamento epidemiologico del 19 ottobre. Il paziente, residente nella contea di Yakima, ha manifestato sintomi lievi, non è stato ricoverato ed è in isolamento domiciliare.
Le autorità sanitarie locali hanno avviato il tracciamento dei contatti e il monitoraggio dei sintomi per verificare eventuali trasmissioni successive. Al momento non sono state individuate evidenze di trasmissione sostenuta da persona a persona.
Secondo i dati riportati dall'ECDC, dal 1° aprile 2024 al 19 ottobre 2026 i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi hanno confermato complessivamente 72 casi umani di influenza aviaria A(H5N1) in tredici Stati, compreso un decesso.
Di questi, 42 casi hanno riguardato persone esposte a bovini da latte infetti o presumibilmente infetti. Altri 24 sono stati registrati tra lavoratori esposti ad allevamenti avicoli interessati da focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità o impegnati nelle operazioni di abbattimento degli animali. Tre persone avevano avuto contatti con altri animali, tra cui volatili domestici, uccelli selvatici o mammiferi, mentre per altri tre casi non è stata identificata un'esposizione animale nota.
La California concentra 36 dei 42 casi associati ai bovini da latte. Gli altri sono stati segnalati in Colorado, Michigan, Nevada, Texas e Washington.
Dopo il rilevamento del virus H5N1 nei bovini da latte della contea di Yakima, le autorità locali hanno collaborato con gli allevamenti interessati per ridurre il rischio di esposizione dei lavoratori. Le misure comprendono indicazioni preventive, test per le persone esposte che presentano sintomi e disponibilità di dispositivi di protezione individuale.
Per quanto riguarda l'Europa, l'ECDC riferisce che non sono stati confermati casi umani di infezione da A(H5N1) né segnalate infezioni nei bovini nell'Unione europea e nello Spazio economico europeo. Il genotipo B3.13, identificato nei bovini e in diversi casi umani negli Stati Uniti, non è stato rilevato in Europa.
Il Centro europeo valuta il rischio associato ai virus H5N1 ad alta patogenicità del clade 2.3.4.4b come basso per la popolazione generale e da basso a moderato per le persone che, per motivi professionali o altre attività, possono entrare in contatto con animali infetti o ambienti contaminati.
L'ECDC raccomanda di rafforzare la sorveglianza, il monitoraggio e l'esecuzione di test nelle persone esposte, con particolare attenzione alla comparsa di sintomi respiratori o congiuntivite dopo il contatto con mammiferi potenzialmente infetti. Richiama inoltre l'importanza delle misure di protezione individuale per chi lavora a contatto con animali infetti o ambienti contaminati.
Il monitoraggio prosegue in collaborazione con l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria, con l'obiettivo di individuare eventuali cambiamenti nelle caratteristiche virologiche e nell'epidemiologia del virus.
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