Alert sanitari
13 Marzo 2023 La situazione relativa all'influenza aviaria continua ad evolversi in Europa, ma nell'UE il rischio per il pubblico rimane basso. La relazione di EFSA, ECDC ed EURL.

Proseguono le segnalazioni di nuovi focolai di influenza aviaria negli uccelli (in particolare nei gabbiani) ed infezioni occasionali nei mammiferi. E tra la popolazione umana? Mentre fuori dall’UE ci sono state sporadiche segnalazioni di contagio, all’interno dell’Unione il rischio – rassicurano l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e del laboratorio di riferimento dell'UE (EURL) – rimane basso. La maggior parte delle gravi infezioni umane segnalate di recente da paesi al di fuori dell'UE – si legge nella recente relazione - erano infatti correlate a persone esposte a pollame malato e morto che non indossavano dispositivi di protezione individuale, in particolare nelle fattorie da cortile.
Influenza aviaria: livelli e profili di rischio
L'ECDC valuta che il rischio per il pubblico in generale in Europa rimane basso e da basso a moderato per i lavoratori e altre persone a contatto con uccelli e mammiferi malati e morti potenzialmente infetti. L'ECDC conferma che i virus HPAI attualmente in circolazione sono sensibili ai farmaci antivirali disponibili per l'uomo e che questi virus si legano preferenzialmente ai recettori presenti negli uccelli piuttosto che a quelli umani. ECDC, EFSA e EURL raccomandano l'uso appropriato dei dispositivi di protezione individuale a contatto con gli uccelli. Le persone esposte a uccelli o mammiferi infetti dovrebbero essere testate e seguite, al fine di identificare precocemente potenziali casi di trasmissione.
Influenza aviaria, mammiferi a rischio
Mutazioni associate all'adattamento genetico ai mammiferi sono state rilevate in alcuni dei virus circolanti sia nei mammiferi che negli uccelli. Inoltre, recenti eventi di mortalità di massa in mammiferi come i leoni marini suggeriscono una potenziale trasmissione tra i mammiferi del virus HPAI. In tale contesto, gli scienziati dell'EFSA e dell'EURL raccomandano di estendere e rafforzare la sorveglianza ai mammiferi selvatici e d'allevamento, in particolare visoni e suini americani, in alcune aree in cui è presente l'HPAI.
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