One Health
19 Settembre 2022 Volontaria o obbligatoria? Per tutti gli step della filiera o solo per alcune fasi? Univoca o declinata sulle esigenze dei singoli Paesi? Prosegue il confronto europeo sull’etichettatura degli alimenti.

Come quella delle uova, i consumatori europei concordano: ci vuole un’etichettatura anche per tutti gli altri alimenti.
Perché si possa scegliere con consapevolezza un prodotto, conoscendone l’impatto sul benessere e sulla saluta degli animali. Alla luce di questa richiesta di maggior chiarezza da parte dei consumatori, l’intergruppo europeo ha discusso le varie opzioni disponibili per un sistema armonizzato con l'UE, in modo che i consumatori comprendano e distinguano tra le varie indicazioni proposte.
Una discussione propedeutica, che anticipa strategicamente la proposta legislativa per un regolamento sull'etichettatura che la Commissione dovrebbe pubblicare alla fine del 2023, anticipata da una valutazione d'impatto prevista per la fine del 2022. Claudia Salzborn, esperta presso l'Accademia per la protezione degli animali, Deutscher Tierschutzbund, ha chiaramente dichiarato la sua preferenza per un’etichettatura obbligatoria, realizzata per livelli (sulla base di standard ben precisi, da quelli minimi a quelli premium) e che ‘racconti’ tutta la filiera, senza escludere trasporto e macellazione (due fasi che invece non vengono valutate nella proposta di etichettatura tedesca). Per Salzborn, inoltre l’etichettatura, dovrebbe riguardare tutti i prodotti (compresi quelli dell’acquacoltura e quelli importati). Nel corso del dibattito, l'eurodeputata Anja Hazekamp (La Sinistra, NL) avanza un ulteriore dubbio: gli allevamenti intensivi devono essere inclusi in questa etichettatura? Il dubbio è che i consumatori, vedendoli etichettati, potrebbero erroneamente concludere che queste aziende stiano agendo nel pieno rispetto del benessere animale (benché la loro etichettatura sia al livello più basso, quello che indica soltanto il rispetto degli standard minimi di legge). Per l’eurodeputata Manuela Ripa, infine, è giusto sottolineare ancora l’esigenza di un sistema univoco a livello europeo, per non confondere i consumatori. Tanti i temi sul tappeto: per questo Sarah Wiener (The Greens, AT) ha proposto la creazione di un gruppo di lavoro per dare una risposta a dubbi richieste avanzati.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
06/05/2026
Parte dal 5 maggio il progetto pilota del Ministero della Salute per testare la vaccinazione contro l’influenza aviaria H5 in tacchini da carne e galline ovaiole. Sorveglianza rafforzata e...
A cura di Redazione Vet33
06/05/2026
Il disegno di legge su carriera dirigenziale e valutazione performances prevede il trasferimento automatico delle economie dai fondi dirigenziali a quelli del personale non dirigente. Critiche sulla...
A cura di Redazione Vet33
06/05/2026
Ceva Animal Health nomina Ian Tarpey Executive Vice President per Innovazione e R&S di Gruppo. Il manager britannico, con 25 anni di esperienza in MSD e Intervet, entra nel comitato esecutivo per...
A cura di Redazione Vet33
06/05/2026
Il convegno del 5 maggio al Ministero della Salute evidenzia il ruolo strategico dei medici veterinari per lo sviluppo delle aree interne. Necessari nuovi modelli organizzativi One Health per...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022