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06 Maggio 2026

Aree interne, medici veterinari essenziali per sviluppo e tutela dei territori

Il convegno del 5 maggio al Ministero della Salute evidenzia il ruolo strategico dei medici veterinari per lo sviluppo delle aree interne. Necessari nuovi modelli organizzativi One Health per contrastare spopolamento e sostenere le produzioni Made in Italy

di Redazione Vet33


Aree interne, medici veterinari essenziali per sviluppo e tutela dei territori

Il Ministero della Salute ha ospitato il 5 maggio 2026 il convegno “Modelli organizzativi One Health per la valorizzazione delle aree interne”, nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy. L’evento ha messo al centro il ruolo strategico della medicina veterinaria per lo sviluppo sostenibile dei territori interni, evidenziando come la carenza di assistenza veterinaria rappresenti un freno alle opportunità di crescita di queste zone. Con 3.834 comuni che coprono il 59% della superficie italiana e ospitano il 23% della popolazione nazionale, le aree interne necessitano di modelli organizzativi innovativi per superare le criticità strutturali e valorizzare le produzioni agroalimentari locali.

Il quadro delle aree interne italiane

Le aree interne rappresentano una porzione significativa del territorio nazionale. Raffaele Parlangeli, Direttore generale per le politiche territoriali e la cooperazione territoriale, Ufficio 5 del Dipartimento per le politiche di coesione, ha illustrato la consistenza territoriale di questi contesti, oggi oggetto di piani strategici place-based per il periodo 2021-2027 e di un modello di governance definito dalla legge 124/2023.

L’approccio normativo individua nella “coesione” territoriale la chiave per superare i disagi strutturali che interessano settori essenziali come salute, mobilità e istruzione. Il 5% delle risorse destinate dalle politiche di coesione va al rafforzamento della capacità amministrativa locale, un investimento necessario per supportare amministrazioni spesso abbandonate ed esposte a interventi speculativi.

Criticità strutturali e opportunità di sviluppo

Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha confermato l’impegno governativo. Le risorse finanziarie vengono mobilitate anche attraverso strumenti specifici come il decreto “Coltiva Italia”, citato dal Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) Patrizio La Pietra per risollevare le aree agricole svantaggiate e incoraggiare i giovani a esercitare “il diritto di restare” nei territori d’origine.

Il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha riportato gli apprezzamenti della Commissione Europea al sistema veterinario nazionale, un riconoscimento che rafforza la posizione dell’Italia nel panorama europeo. Il Ministro del Masaf Francesco Lollobrigida ha sottolineato le eccellenze del sistema veterinario italiano, confermando l’attenzione governativa per questo settore strategico.

Le sfide principali includono fenomeni di spopolamento, riduzione progressiva delle attività zootecniche, degrado ambientale, evoluzione dei modelli sanitari e perdita di biodiversità. Giovanni Filippini, Direttore Generale della Salute Animale del Ministero della Salute, ha evidenziato la carenza di assistenza veterinaria come fattore critico, citando in veste di Commissario straordinario per la Peste suina africana l’esempio della Garfagnana, dove “a fronteggiare i focolai di Psa abbiamo solo tre veterinari che stanno facendo l’impossibile”.

Il modello delle Piccole Produzioni Locali

Ugo Della Marta, Direttore Generale dell’Igiene e Sicurezza alimentare, ha sottolineato il collegamento tra produzioni tipiche e sicurezza alimentare: “Il prodotto tipico deve anche essere sicuro per i consumatori”. L’approccio italiano per sostenere i marchi DOP e IGP fa leva sulle deroghe previste dal regolamento 853/2024 e dal "pacchetto igiene" europeo.

Il progetto veneto-friuliano PPL (Piccole Produzioni Locali), presentato da Antonia Ricci, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IzsVe), dimostra come sia possibile conciliare caratteristiche locali e non standardizzazione con i controlli sanitari. “È complicato, ma si può fare, spostando il controllo dai requisiti agli obiettivi finali”, ha spiegato Ricci, evidenziando il ruolo dell’autorità sanitaria veterinaria come supporto ai produttori e alla crescita locale.

La veterinaria come professione di prossimità

Insieme a medici e farmacisti, la medicina veterinaria è riconosciuta tra le “professioni di prossimità” necessarie allo sviluppo delle aree interne. Giovanni Leonardi, Capo Dipartimento One Health, ha sottolineato: “Bisogna portare le professioni sanitarie nelle aree interne”, indicando una prospettiva di salute unica che integri diversi ambiti di intervento.

Walter Marrocco, Responsabile scientifico della Federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG), ha incoraggiato la collaborazione tra dipartimenti di prevenzione, medici di medicina generale e servizi veterinari, evidenziando le potenzialità di un approccio integrato. Le tecnologie digitali, come la telemedicina, possono superare i limiti geografici purché sia garantita la connessione alle reti di comunicazione.

Proposte per un modello organizzativo integrato

Il professore Francesco Di Iacovo, ordinario del dipartimento di scienze veterinarie dell’Università di Pisa in economia agraria, alimentare ed estimo rurale, ha delineato un possibile modello organizzativo per l’integrazione veterinaria nelle politiche di coesione. Le proposte includono il potenziamento attraverso telemedicina veterinaria e servizi sul modello delle farmacie rurali, oltre a una riorganizzazione che renda economicamente attrattive le attività nelle aree interne per i giovani veterinari. Di Iacovo ha evidenziato disparità economiche significative: “Un giovane buiatra guadagna in un giorno in Piemonte più che in Garfagnana in un mese”.  La veterinaria dovrebbe essere inserita nella nuova PAC, nella Restoration Law e nelle politiche di biodiversità. Il professore ha proposto un piano di sicurezza nazionale delle proteine che faccia perno sulle aree interne.

Mercato veterinario e incentivi necessari

Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento della politica agricola comune e dello sviluppo rurale del Masaf, ha analizzato le dinamiche del mercato veterinario: “I veterinari non ci sono perché la stragrande maggioranza si rivolge al mercato dei cani e dei gatti. Se creiamo un mercato, ci saranno anche i veterinari”. La tesi sottolinea come la carenza di veterinari nelle aree rurali derivi principalmente da questioni economiche piuttosto che da mancanza di competenze. Secondo Blasi, le aree interne soffrono di £asincronie programmatorie£ mentre i sindaci risultano spesso abbandonati. 

Gli strumenti incentivanti della PAC, come i GAL (Gruppi di Azione Locale), rappresentano modelli premiati dai fondi rurali per uno sviluppo locale aggregativo. L’Assessore alle politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata Carmine Cicala ha testimoniato come attraverso l’ARA (Agenzia Regionale per le Attività) il territorio riceva finanziamenti che permettono agli allevatori di continuare a ricevere servizi veterinari.

L’assessore emiliano-romagnolo Massimo Fabi, Coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha definito la veterinaria non solo “una disciplina fondamentale” ma anche “un elemento di tutela e di socialità”, sottolineando il valore sociale della professione nei contesti territoriali. Questo riconoscimento istituzionale apre prospettive per politiche più strutturate di sostegno alla presenza veterinaria nei territori interni.

La partecipazione di Fnovi 

La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) ha partecipato al convegno con il vicepresidente Orlando Paciello e il consigliere Giuseppe Argiolas. La sua presenza conferma l’impegno della Federazione nel promuovere una visione della medicina veterinaria integrata nelle politiche pubbliche e nelle strategie nazionali.

CITATI: ANTONIA RICCI, FRANCESCO DI IACOVO, FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, GIOVANNI FILIPPINI, GIOVANNI LEONARDI, GIUSEPPE ARGIOLAS, MARCELLO GEMMATO, MASSIMO FABI, ORAZIO SCHILLACI, ORLANDO PACIELLO, PATRIZIO LA PIETRA, RAFFAELE PARLANGELI, UGO DELLA MARTA, WALTER MARROCCO
TAG: AREE INTERNE, AREE RURALI, FNOVI, GIORNATA NAZIONALE DEL MADE IN ITALY, IZS DELLE VENEZIE, MASAF, MEDICI VETERINARI, MINISTERO DELLA SALUTE, PICCOLE PRODUZIONI LOCALI

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