Suini
18 Settembre 2026Il Commissario straordinario per la Peste Suina Africana in Toscana, Giorgio Briganti, fa il punto: 645 casi confermati nei cinghiali, virus circolante in sei province. In corso il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti e la realizzazione di barriere lungo l’A1

“A oggi la situazione in Toscana fa sì che il virus della Peste Suina Africana (Psa) stia circolando nelle province di Massa, Lucca e Pistoia. Abbiamo altre tre aree in zona di restrizione, cioè vicine alla circolazione del virus: la provincia di Pisa, la provincia di Prato e la provincia di Firenze. Il virus sta circolando molto nei suini selvatici, quindi nei cinghiali. Abbiamo registrato 645 casi in Toscana”. Lo ha dichiarato Giorgio Briganti, Commissario straordinario contro la Peste Suina Africana e direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Sud-Est.
“Siamo molto attivi nella ricerca del virus, facendo campionamenti sugli animali abbattuti e su animali trovati morti, non solo nelle zone di restrizione, ma in tutta la Toscana”, ha aggiunto Briganti.
Secondo Briganti, “dobbiamo contenere la malattia e contestualmente fortificare i principi di biosicurezza negli allevamenti suinicoli, perché in ultima analisi dobbiamo difendere gli allevamenti da questa infezione”. I sistemi di biosicurezza, ha precisato, “prevedono requisiti strutturali tipo doppia recinzione, zona sporca, zona pulita e dei sistemi operativi, quindi dei comportamenti che devono evitare la penetrazione del virus all’interno dell’allevamento”. Briganti ha inoltre ricordato che “il virus non viaggia solamente con gli animali malati, quindi con i cinghiali, ma viaggia anche con l’uomo e con i mezzi strumentali”.
Parlando della chiusura della rete stradale al passaggio dei cinghiali, Briganti ha spiegato che “c’è un discorso di barriera dell’A11 che è già in essere, e della A1 che è in corso di realizzazione tra Bologna e Firenze. Si tratta di reti per evitare che gli animali malati passino dalla loro zona di infezione alle zone ancora indenni”.
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