Virus
02 Novembre 2026Il decreto del Ministero della Salute, in vigore dal 29 ottobre, inserisce l’infezione nell’allegato A e attiva la segnalazione su PREMAL. Alla base ci sono gli eventi transfrontalieri del 2026 legati al ceppo Andes

Da gestione straordinaria a sorveglianza strutturata. Con il decreto del Ministero della Salute del 7 agosto 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 252 del 29 ottobre, l’infezione da Hantavirus entra come malattia emergente nell’elenco nazionale delle malattie infettive sottoposte a sorveglianza. I casi umani avranno ora una scheda dedicata nella piattaforma PREMAL, con un flusso uniforme dal territorio al Ministero. L’intervento risponde agli eventi transfrontalieri registrati nel 2026 e legati al ceppo Andes.
L’atto ha per titolo “Aggiornamento dell’elenco delle malattie infettive sottoposte a sorveglianza e rilevanti, mediante l’inserimento dell’infezione da Hantavirus, quale malattia emergente”. Interviene sull’allegato A del decreto del Ministro della Salute del 22 luglio 2022, la lista di riferimento delle patologie soggette a notifica, e vi aggiunge l’infezione da Hantavirus.
La conseguenza più concreta riguarda la raccolta dei dati. I casi umani saranno registrati in modo strutturato attraverso PREMAL, il sistema nazionale per la segnalazione e la gestione delle informazioni sulle malattie infettive. In questo modo il percorso delle notifiche si allinea tra Aziende sanitarie locali, Regioni, Province autonome e Ministero della Salute. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità di monitoraggio e di risposta.
Fino alla pubblicazione dell’atto l’Hantavirus non era privo di controllo, ma restava fuori dal sistema ordinario. A livello europeo l’infezione era seguita dalla rete di sorveglianza coordinata dall’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control). In Italia le segnalazioni arrivavano al Ministero della Salute con modalità straordinarie, senza l’iscrizione nell’allegato A e senza una scheda specifica in PREMAL. Il decreto colma questo vuoto e porta la sorveglianza dell’Hantavirus nello stesso binario delle altre malattie notificabili.
Il Ministero motiva l’aggiornamento con gli eventi di sanità pubblica a carattere transfrontaliero del 2026, collegati al ceppo Andes dell’Hantavirus. Questi eventi sono stati notificati attraverso l’EWRS, il sistema di allerta rapido e risposta della Commissione europea, e gestiti in coordinamento con la Who. Da qui la necessità di disporre di dati omogenei e tempestivi, sia per decidere le misure di sanità pubblica sia per rispettare gli obblighi informativi verso gli organismi nazionali e internazionali.
Gli Hantavirus sono agenti zoonotici. Il loro serbatoio naturale è costituito soprattutto dai roditori selvatici e, in misura minore, da quelli domestici. Il contagio umano avviene prevalentemente per inalazione di particelle contaminate da urine, feci o saliva di animali infetti, oppure per contatto diretto con materiale contaminato. La trasmissione tramite morso di roditore è possibile ma più rara.
Secondo le indicazioni del Ministero della Salute, cani e gatti non sono considerati una fonte abituale di contagio per l’uomo. È un chiarimento utile per i medici veterinari che si occupano di animali da compagnia e possono ricevere domande dai proprietari. Il fulcro della prevenzione resta altrove: nel controllo delle popolazioni di roditori e nella corretta gestione degli ambienti a rischio di contaminazione, un terreno su cui la sanità pubblica veterinaria ha competenze dirette.
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