Influenza aviaria
02 Novembre 2026Nella contea di Yakima, nello stato di Washington, i focolai nelle stalle sono saliti a 33 e le autorità segnalano anche un terzo caso umano nel 2026. Per la popolazione generale il rischio resta basso
.png)
È morta domenica 1° novembre una persona della contea di Yakima, nello stato di Washington, che aveva contratto l’influenza aviaria dopo essere stata esposta al virus in un’azienda lattiero-casearia con bovini infetti. Ricoverata in condizioni gravi, aveva patologie preesistenti. Lo stesso giorno il distretto sanitario locale ha comunicato un terzo caso umano confermato nella contea, anche questo legato al contatto con bestiame da latte. Intanto il numero di allevamenti con H5N1 nell’area è salito a 33.
L’annuncio è arrivato dallo Yakima Health District, il distretto sanitario della contea. La persona era stata ricoverata in condizioni gravi dopo l’infezione, contratta in un allevamento da latte locale in cui circolava il virus. Le autorità hanno precisato che il paziente presentava patologie pregresse. Per tutela della privacy non saranno resi noti nome, genere ed età. Le persone che hanno avuto contatti stretti con il paziente restano sotto osservazione per l’eventuale comparsa di sintomi.
Dave Atteberry, Health Officer dello Yakima Health District, ha commentato così il decesso: «L’influenza aviaria può causare malattie gravi, in particolare in soggetti con patologie preesistenti. Sebbene si tratti di un esito grave e doloroso, il rischio per la popolazione generale rimane basso».
Insieme alla notizia del decesso, il distretto ha confermato un nuovo caso umano. Si tratta di un altro residente della contea, esposto anche lui a bovini infetti in un’azienda lattiero-casearia. Questa persona ha avuto un decorso senza sintomi gravi e non è stata ricoverata. Le autorità sanitarie locali stanno lavorando con gli altri enti di sanità pubblica per individuare chi ha avuto contatti ravvicinati con il paziente e monitorarne lo stato di salute.
Secondo il distretto sanitario, la presenza del virus nelle mandrie da latte della contea è stata confermata per la prima volta il 10 ottobre, in due allevamenti. In poco più di tre settimane gli allevamenti con influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) H5N1 sono saliti a 33, stando all’ultimo aggiornamento disponibile. Le autorità hanno annunciato nuovi bollettini man mano che arriveranno ulteriori dati.
Per il distretto sanitario, il rischio per la popolazione generale resta basso. Sono più esposti gli operatori del comparto lattiero-caseario e chiunque abbia contatti stretti o prolungati con animali infetti o con ambienti contaminati dal virus. Le autorità ricordano inoltre che la trasmissione da persona a persona è un evento estremamente raro e negli Stati Uniti non è mai stata documentata.
CITATI: DAVE ATTEBERRYSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
02/11/2026
Un’indagine YouTrend per AISA Federchimica rileva che il 77% dei proprietari porta il pet dal veterinario anche quando sta bene. Nella riduzione degli antibiotici negli allevamenti l’Italia fa...
02/11/2026
La malattia è stata rilevata in tutte le province tranne Belluno. Oltre alla sospensione venatoria in 12 ambiti fino al 30 novembre, la Regione vieta su tutto il territorio cattura, trasferimento e...
02/11/2026
Il decreto del Ministero della Salute, in vigore dal 29 ottobre, inserisce l’infezione nell’allegato A e attiva la segnalazione su PREMAL. Alla base ci sono gli eventi transfrontalieri del 2026...
02/11/2026
Il Lancet Countdown lega crisi climatica, caldo estremo e zoonosi. Amref porta l’esempio del progetto HEAL: unità mobili in cui medici, veterinari ed esperti ambientali lavorano insieme in Etiopia...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022