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22 Giugno 2026

Fnovi contro “Cani da Incubo”: coercizione e informazioni non scientifiche

Fnovi interviene sulla serie televisiva “Cani da Incubo”, contestando l’uso di metodologie coercitive, l’assenza di un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale e la rappresentazione di soluzioni rapidamente risolutive per problematiche comportamentali complesse

di Redazione Vet33


Fnovi contro “Cani da Incubo”: coercizione e informazioni non scientifiche

La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) richiama l’attenzione dei medici veterinari, del pubblico e degli operatori del settore sui contenuti proposti nella serie televisiva “Cani da Incubo”, condotta da Tommaso Castellano. La Federazione, in particolare, contesta la rappresentazione di metodologie basate su coercizione, punizione, inibizione e flooding – pratiche incompatibili con le attuali evidenze scientifiche sul comportamento animale – e segnala l’assenza di un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale, figura prevista dall’Ordinanza ministeriale del 6 agosto 2013 per la gestione dei cani con manifestazioni aggressive.

Le contestazioni 

Fnovi individua diverse aree critiche nella rappresentazione offerta dalla serie. I comportamenti aggressivi e reattivi hanno origine multifattoriale e richiedono una valutazione approfondita degli aspetti clinici, comportamentali, genetici, ambientali e relazionali: nella serie questa valutazione risulta assente o marginale. 

La diagnosi e la gestione dei problemi comportamentali sono atti medico-veterinari: la prescrizione di farmaci psicotropi, nutraceutici o fitoterapici, così come sterilizzazione e castrazione, rientrano esclusivamente nelle competenze del medico veterinario. L’affermazione del conduttore secondo cui tali interventi sarebbero inutili non è coerente con l’approccio clinico scientificamente riconosciuto.

Coercizione, flooding e benessere animale

Le metodologie e gli strumenti mostrati nella serie – inibizione, coercizione, punizione ed esposizione forzata a stimoli stressanti senza via di fuga (flooding) – sono incompatibili con le attuali evidenze scientifiche e con i principi di tutela del benessere animale recepiti dalla normativa europea, incluso il recente Regolamento europeo su benessere e tracciabilità di cani e gatti. I cani ripresi manifestano inibizione comportamentale, stress, paura e comportamenti di evitamento; la letteratura scientifica avverte che l’apparente tranquillità post-intervento può riflettere inibizione o rassegnazione appresa piuttosto che un reale miglioramento emotivo. I “provocative test” e le esposizioni deliberate a stimoli scatenanti rappresentano inoltre un rischio per il benessere dell’animale, le persone coinvolte e la sicurezza pubblica.

Il quadro normativo e professionale

L’Ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto 2013 individua nel Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale la figura di riferimento per l’inquadramento e la gestione dei cani con manifestazioni aggressive. La rappresentazione di interventi su cani aggressivi in assenza di tale figura rischia di generare nel pubblico una percezione distorta delle competenze professionali e delle responsabilità previste dalla legge. 

La valutazione e il trattamento dei problemi comportamentali richiedono inoltre tempo, personalizzazione e la collaborazione tra medici veterinari esperti e professionisti qualificati dell’area educativa e riabilitativa, nel rispetto della norma UNI 11790:2020.

CITATI: TOMMASO CASTELLANO
TAG: BENESSERE ANIMALE, CANI DA INCUBO, COMPORTAMENTO, FNOVI, MEDICI VETERINARI

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