Professione
22 Giugno 2026Il sistema universitario italiano registra una crescita nel QS World University Rankings 2027, con 26 atenei in miglioramento e 15 in calo. Nell’area Veterinary Science, l’Università di Bologna si colloca al 43° posto mondiale, seguita da Padova al 47° e dall’Università di Milano al 49°

Nel QS World University Rankings 2027, l’Italia è l’unico grande sistema universitario dell’Unione europea a registrare una crescita netta: 26 dei 47 atenei italiani classificati migliorano la propria posizione, con il Politecnico di Milano che raggiunge l’87° posto mondiale, miglior risultato mai ottenuto da un’università italiana. Un quadro di crescita diffusa che si riflette anche nel QS World University Rankings by Subject 2026 per Veterinary Medicine, dove sette atenei italiani entrano nella top 100 mondiale della disciplina, con l’Università di Bologna al 43° posto, Padova al 47° e Milano al 49°.
Dei 47 atenei italiani presenti nel QS World University Rankings 2027, pubblicato il 18 giugno 2026 da QS Quacquarelli Symonds, 26 migliorano la propria posizione e 15 arretrano. Tutte le prime dieci università nazionali avanzano rispetto all’edizione precedente, un risultato che nessun altro grande sistema universitario europeo può vantare: in Germania e Francia migliora solo il 16% degli atenei classificati, in Spagna il 5% e nei Paesi Bassi l’8%.
Gli atenei italiani nella top 500 mondiale salgono a 15, rispetto ai 12 del 2017. A guidare la classifica è ancora il Politecnico di Milano, che per il dodicesimo anno consecutivo si conferma il migliore tra gli istituti della penisola. L’università sale di 11 posizioni e raggiunge l’87° posto mondiale, unica italiana presente nella top 100 globale, il miglior risultato della sua storia e il più alto piazzamento mai ottenuto da un’università italiana.
La classifica mondiale valuta oltre 1.500 università sulla base di indicatori che comprendono reputazione accademica, reputazione presso i datori di lavoro, qualità della ricerca, internazionalizzazione, occupabilità dei laureati e sostenibilità.
La crescita degli istituti italiani è sostenuta soprattutto dalla qualità della ricerca: la Sapienza di Roma si colloca al 61° posto mondiale per rete internazionale di ricerca, l’Università Vita-Salute San Raffaele figura tra le prime dieci al mondo per citazioni per docente e l’Università di Brescia entra per la prima volta nella top 100 dello stesso indicatore. Rimane una criticità strutturale sull’internazionalizzazione: nessuna università italiana compare tra le prime 100 per presenza di studenti o docenti internazionali.
Accanto alla classifica generale, il 25 marzo scorso è stato pubblicato il QS World University Rankings by Subject 2026, dedicato alle singole discipline.
Il Royal Veterinary College – University of London guida la classifica con un punteggio di 98,2, seguito dall’Università della California Davis (95,8) e da Cornell University (94,7). Completano la top 10 University of Guelph, Texas A&M University, Colorado State University, Università di Edimburgo, Ohio State University, Utrecht University e Iowa State University.
L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna si conferma il primo ateneo italiano per Veterinaria, al 43° posto mondiale con un punteggio di 80,3. L’Università di Padova si colloca al 47° posto (78,9) e l’Università degli Studi di Milano segue al 49° posto (78,5), entrambe tra le prime 50 università al mondo per la disciplina. Nella fascia 51-100 rientrano l’Università di Bari, l’Università Federico II di Napoli, l’Università di Pisa e l’Università di Torino. Complessivamente risultano sette atenei italiani nella top 100 mondiale di Medicina Veterinaria.
TAG: CLASSIFICA, MEDICINA VETERINARIA, QS UNIVERSITY RANKINGS BY SUBJECT, UNIVERSITàSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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