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06 Agosto 2026

Obesità nel cane, come costruire un piano di dimagrimento efficace

Dalla definizione del peso ideale al calcolo del fabbisogno energetico, fino al mantenimento nel tempo: le indicazioni pratiche per la gestione clinica del cane obeso

di Redazione Vet33


Obesità nel cane, come costruire un piano di dimagrimento efficace

L'obesità nel cane è il risultato di uno squilibrio dell'omeostasi energetica, in cui l'apporto calorico supera il dispendio energetico. La sua insorgenza è influenzata da numerosi fattori genetici, biologici, comportamentali e ambientali, oltre che dalla gestione alimentare e dallo stile di vita, e può essere favorita anche da patologie endocrine come ipercortisolismo, ipotiroidismo e insulinoma. Impostare un piano di dimagrimento efficace richiede però un approccio strutturato, che vada oltre la semplice riduzione delle quantità di cibo.

Cosa succede al tessuto adiposo in eccesso

L'energia in eccesso viene immagazzinata principalmente nel tessuto adiposo bianco (WAT), che si espande attraverso l'aumento delle dimensioni e del numero degli adipociti. Quando questa espansione diventa eccessiva, può assumere caratteristiche patologiche, favorendo ipossia tissutale, reclutamento di macrofagi e rilascio di adipochine proinfiammatorie. Questi meccanismi contribuiscono alle alterazioni metaboliche e alle complicanze associate all'obesità, che possono determinare comorbilità, compromissione funzionale, riduzione dell'aspettativa di vita e peggioramento della qualità di vita del paziente.

Costruire il piano di dimagrimento: quattro elementi chiave

Nella fase di preparazione al percorso di riduzione del peso è necessario definire quattro elementi. Il primo sono gli obiettivi della gestione dell'obesità, ovvero i miglioramenti attesi dalla perdita di peso, come una maggiore mobilità, una migliore sensibilità insulinica o un incremento della qualità di vita. Il secondo è il peso ideale, corrispondente alla percentuale ottimale di massa grassa corporea, determinabile da dati anamnestici pregressi oppure stimato a partire dal peso attuale e dal Body Condition Score (BCS). Il terzo è il peso target, ovvero l'obiettivo da raggiungere nel periodo di riduzione controllata, definito in base a età, comorbilità e benefici attesi. Il quarto è il piano terapeutico per le eventuali comorbilità, comprensivo di terapie farmacologiche o interventi chirurgici e del relativo timing, con possibile necessità di adattare di conseguenza il piano di gestione del peso.

Le due fasi: riduzione e mantenimento

Il percorso di gestione dell'obesità si articola in due fasi: la riduzione del peso, il cui obiettivo è ottenere un dimagrimento controllato fino al raggiungimento del peso target stabilito, e il mantenimento, finalizzato a stabilizzare il peso raggiunto e prevenirne la ripresa. 
Se storicamente veniva raccomandato un tasso di perdita dell'1-2% del peso corporeo iniziale a settimana, un obiettivo oggi considerato più realistico e sicuro è un tasso medio dello 0,5-1,0% settimanale, pur con un'elevata variabilità individuale.

Il controllo dietetico: dieta terapeutica e calcolo del fabbisogno

Le due componenti principali di un piano di gestione del peso sono il controllo dietetico e le modifiche dello stile di vita, incluso l'aumento dell'attività fisica. 
Per la fase di riduzione si raccomanda una dieta terapeutica, umida o secca, formulata specificamente per il controllo del peso, con ridotta densità energetica e maggiore contenuto di proteine e micronutrienti in rapporto all'energia, per garantire un adeguato apporto di nutrienti essenziali anche in condizioni di restrizione calorica moderata o severa. L'apporto di proteine e L-carnitina contribuisce a preservare la massa magra, mentre proteine e fibre favoriscono il senso di sazietà.

La quantità iniziale di alimento può essere calcolata con diversi metodi, ma un approccio pratico si basa sul peso corporeo ideale (IBW), sul sesso e sullo stato riproduttivo del cane. Il fabbisogno energetico iniziale può essere stimato in 80 kcal/kg⁰·⁷⁵ di IBW al giorno per i maschi interi, 70 kcal/kg⁰·⁷⁵ per maschi sterilizzati e femmine intere, e 60 kcal/kg⁰·⁷⁵ per le femmine sterilizzate, con eventuale ulteriore riduzione in presenza di comorbilità come patologie ortopediche. 

Le fonti alimentari aggiuntive, come snack e avanzi della tavola, andrebbero ridotte al minimo: per i premi è possibile utilizzare parte della razione giornaliera oppure piccole quantità di alimenti a basso contenuto energetico, come cetrioli o zucchine cotte.

Il ruolo dell'attività fisica

L'esercizio quotidiano dovrebbe far parte integrante del piano di dimagrimento, con opzioni che includono passeggiate al guinzaglio, idroterapia, nuoto e gioco. I principali benefici riguardano la riduzione al minimo della perdita di massa magra e il miglioramento del benessere sia del cane sia del proprietario. L'impatto dell'attività fisica sulla perdita di peso in sé resta però limitato, risultando meno efficace rispetto alla dieta terapeutica, con una quantità di peso perso attribuibile all'esercizio fisico trascurabile.

Monitoraggio e mantenimento del peso nel tempo

Il processo di dimagrimento dovrebbe essere monitorato con rivalutazioni regolari, idealmente ogni due-quattro settimane, osservando principalmente la variazione del peso corporeo, oltre a BCS e misurazioni zoometriche. 
Una volta raggiunto il peso target, il cane può passare alla fase di mantenimento, generalmente aumentando l'apporto alimentare di circa il 5% e ricontrollando il peso dopo due settimane; il processo prosegue fino alla stabilizzazione del peso, dopo la quale il monitoraggio continua a intervalli progressivamente più lunghi (due settimane, quattro settimane, tre mesi).

Per approfondire l'endocrinologia dell'obesità e la gestione clinica del cane con patologie ormonali, il volume Endocrinologia del cane di Sara Galac e Federico Fracassi (Edizioni Edra) è disponibile su shop.edraspa.it.

CITATI: FEDERICO FRACASSI, SARA GALAC
TAG: BCS, CANI, DIETA, OBESITà, TESSUTO ADIPOSO

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