Cani
03 Giugno 2026Un caso di rabbia canina confermato a Vittorio Veneto, in un cucciolo proveniente dal Marocco. La sindaca ha firmato un’ordinanza di vaccinazione obbligatoria per tutti i cani e gatti del comune entro 15 giorni. Trentadue contatti umani già in profilassi, dieci cani in isolamento

Un caso di rabbia canina è stato confermato a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Il cane, un cucciolo meticcio introdotto in Italia a dicembre 2025 da una proprietaria di rientro dal Marocco, non era stato sottoposto a controlli né a profilassi. L’accertamento è del 27 maggio ad opera del Servizio Veterinario territoriale. La sindaca Mirella Balliana ha emesso un’ordinanza contingibile e urgente che impone la vaccinazione antirabbica obbligatoria entro 15 giorni per tutti i cani e i gatti del comune, ovvero circa 5.000 animali tra 4.400 cani e 900 gatti. Trentadue contatti stretti della proprietaria sono già stati sottoposti a profilassi e dieci cani sono in isolamento precauzionale.
Il cane rabido è stato introdotto in Italia a dicembre 2025 al seguito della proprietaria, rientrata in camper dal Marocco – Paese in cui la rabbia è endemica – senza che l’animale fosse stato sottoposto a controlli o vaccinazioni. La proprietaria sarebbe stata morsa dal cucciolo, successivamente soppresso. Il caso è stato accertato il 27 maggio dal Servizio Veterinario territoriale dell’ULSS 2 Marca Trevigiana in località San Giacomo di Veglia. Il Bollettino Epidemiologico Veterinario non segnala altri casi.
L’ordinanza della sindaca prevede la vaccinazione antirabbica obbligatoria per tutti i cani e i gatti di età superiore a 3 mesi residenti nel comune, con scadenza entro 15 giorni. I cuccioli non ancora in età vaccinale devono essere vaccinati entro 15 giorni dal compimento del terzo mese. L’obbligo si estende anche agli animali introdotti nel comune dopo l’emanazione dell’ordinanza, che devono essere vaccinati prima dell’ingresso nel territorio comunale. Il mancato rispetto è penalmente perseguibile ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale.
Fino al completamento della copertura vaccinale, efficace dopo 21 giorni dall’inoculazione, i cani devono essere condotti nei luoghi pubblici al guinzaglio corto massimo 1,5 metri e con museruola; i gatti devono essere mantenuti il più possibile all’interno delle abitazioni.
Le vaccinazioni devono essere eseguite da veterinari liberi professionisti regolarmente iscritti all’Albo. I costi di microchip e vaccino sono a carico dei proprietari. Tutte le operazioni vaccinali vengono annotate nel libretto sanitario o passaporto dell’animale e registrate nella Banca Dati Nazionale Animali da Compagnia. Le prime dosi sono già state consegnate ai veterinari della zona; ulteriori forniture sono attese a inizio settimana per coprire i circa 5.000 animali.
Sono 32 i contatti stretti della proprietaria del cane infetto, tutti già sottoposti a profilassi post-esposizione. Dieci cani sono in isolamento precauzionale presso le strutture dell’ULSS 2, con l’azienda sanitaria che riferisce che stanno bene. Il direttore generale dell’ULSS 2 Giancarlo Bizzarri ha dichiarato che “la situazione è costantemente monitorata sia sul fronte delle persone che a livello veterinario” e che non ci sono motivi di particolare preoccupazione.
L’Italia è indenne dalla rabbia dal 2013. Il caso di Vittorio Veneto conferma che la malattia può essere reintrodotta attraverso animali importati illegalmente o senza adeguata profilassi da Paesi endemici. La rabbia è classificata dall’UE come malattia di categoria B, D, E ai sensi del Regolamento 2016/429 e rientra nel sistema di sorveglianza PREMAL. Un anno fa la Direzione Generale della Salute Animale aveva diffuso indicazioni operative per la gestione dei casi sospetti, in collaborazione con il Centro di Referenza Nazionale per la Rabbia dell’IZSVe, sede del laboratorio di referenza mondiale WOAH per la rabbia.
CITATI: GIANCARLO BIZZARRI, MIRELLA BALLIANASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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