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Animali acquatici

01 Settembre 2026

Pesci invasivi, gli scienziati allevano “supermaschi” YY per eliminarli

Negli Stati Uniti, i biologi utilizzano trote “supermaschi”, dotate di due cromosomi Y, per produrre popolazioni composte solo da esemplari maschi ed eradicare le specie ittiche invasive. La tecnica ha già eliminato la trota di ruscello da due corsi d’acqua in Idaho, e viene ora estesa ad altre specie

di Redazione Vet33


Pesci invasivi, gli scienziati allevano “supermaschi” YY per eliminarli

La trota Apache e il cavedano coda tonda, specie autoctone native del West Fork Black River in Arizona, da tempo faticano a competere con la trota di ruscello (Salvelinus fontinalis), una specie invasiva. Può quindi sembrare paradossale ma i biologi continuano a immettere nel fiume altre trote di ruscello nate in allevamento. Questi nuovi esemplari, però, sono selezionati con una particolarità genetica pensata per condannare l’intera popolazione all’estinzione: hanno due cromosomi Y invece di uno, e sono chiamati “supermaschi” o maschi Trojan YY. È quanto emerge da un recente articolo pubblicato su Science.

Come funziona la tecnica dei supermaschi

Quando un supermaschio si accoppia con una femmina selvatica, tutta la prole risulta di sesso maschile, producendo nel tempo una popolazione composta solo da esemplari anziani senza possibilità di riproduzione. Nel Black River, la percentuale di maschi nella popolazione è salita al 61% lo scorso anno, un dato definito “un buon segnale” da Zachary Beard, responsabile del programma sugli ecosistemi acquatici nativi dell’Arizona Game and Fish Department. A luglio, inoltre, un gruppo di ricerca ha dimostrato che i supermaschi hanno eradicato completamente la trota di ruscello da due corsi d’acqua in Idaho.

I limiti dei metodi tradizionali di controllo

Per decenni, le armi principali utilizzate contro i pesci invasivi sono state sostanze tossiche come il rotenone, un composto di origine vegetale, e l’elettropesca, una tecnica che utilizza corrente elettrica per stordire i pesci in massa e permetterne la rimozione manuale. Il rotenone, tuttavia, uccide indiscriminatamente sia pesci nativi che invasivi, mentre l’elettropesca risulta poco efficace nei corpi idrici di grandi dimensioni, dove talvolta i pesci sviluppano anche una forma di adattamento. 

“Bastano pochi sopravvissuti a vanificare l’intero sforzo, perché sono sufficienti un paio di pesci riproduttori per ripartire da capo”, spiega George Schisler, responsabile della ricerca sugli ecosistemi acquatici del Colorado Parks and Wildlife.

Le origini del progetto: dal modello matematico alla pratica

Nel 2008, Dan Schill, allora supervisore della ricerca ittica presso l’Idaho Fish and Game (IDFG), decise di sperimentare un approccio diverso, dopo aver ascoltato l’idea secondo cui un supermaschio avrebbe potuto condurre una specie invasiva all’estinzione. Schill e i colleghi scelsero di applicare la tecnica alla trota di ruscello, specie prolifica introdotta nel Nord America occidentale dagli Stati Uniti orientali oltre un secolo fa.

Secondo Schill, la trota di ruscello rappresentava un “frutto a portata di mano” per la maturazione rapida della specie, che ha facilitato l’allevamento di supermaschi seguendo protocolli già utilizzati in acquacoltura per aumentare la produzione ittica. Nonostante ciò, sono serviti cinque anni per costituire uno stock riproduttivo di supermaschi, un processo che prevede la somministrazione di estradiolo a esemplari maschi affinché sviluppino caratteristiche anatomiche femminili, permettendo la combinazione del cromosoma Y presente nelle uova con un cromosoma Y proveniente dallo sperma.

I primi esperimenti sul campo in Idaho

Nel 2016, Schill e Kevin Meyer hanno iniziato a testare i supermaschi nei corsi d’acqua Bear e Willow, nell’Idaho centrale. Per dare ai nuovi esemplari un vantaggio numerico, il gruppo ha utilizzato l’elettropesca per rimuovere almeno metà della popolazione stimata di trota di ruscello. I supermaschi, contrassegnati da una pinna tagliata per essere riconosciuti e risparmiati durante le operazioni di elettropesca, hanno presto superato numericamente i maschi selvatici. Dopo circa sei anni dall’inizio dell’esperimento, i test genetici hanno rivelato che le trote di ruscello rimaste erano probabilmente tutte di sesso maschile, come riportato a luglio sulla rivista Transactions of the American Fisheries Society

Le prossime specie bersaglio

I ricercatori stanno già valutando altre dieci specie bersaglio, tra cui luccio nordamericano, Sander vitreus, pesce gatto americano e persino rana toro. Gli scienziati della New Mexico State University e del New Mexico Department of Wildlife (NMDOW) stanno lavorando sulla trota di mare (Salmo trutta), specie eurasiatica introdotta negli Stati Uniti verso il 1880 e anch’essa minaccia per la trota iridea golarossa, specie nativa: in questo caso, i supermaschi di questa specie potrebbero essere pronti entro il 2029. Alla Utah State University (USU), i ricercatori hanno già creato uno stock riproduttivo YY di Red Shiner (Cyprinella lutrensis), ciprinide originario del bacino del Mississippi che, nel Sud-Ovest, preda uova e larve di pesci nativi di dimensioni maggiori.

L’obiettivo più ambizioso: la carpa comune

Il bersaglio probabilmente più impegnativo resta la carpa comune, specie problematica a livello globale. La sua elevata fertilità richiederà verosimilmente un numero molto elevato di supermaschi. 

“Sappiamo che la carpa richiederà uno sforzo maggiore, ma è una specie invasiva così importante che nessuno voleva tirarsi indietro”, afferma Schill. I ricercatori statunitensi hanno già prodotto con successo carpe YY. “Speriamo davvero di poter disporre di uno stock riproduttivo entro la fine del prossimo anno”, dichiara Charlotte Musser, veterinaria ittica della USU, che presenterà i risultati del progetto al prossimo meeting annuale della American Fisheries Society. Anche in Cina, due gruppi di ricerca hanno riportato la creazione di carpe maschio YY vitali.

I limiti della tecnica

Non tutte le specie ittiche possono essere eradicate tramite i supermaschi. Alcune sono in grado di cambiare sesso in base alla temperatura dell’acqua o alla densità della popolazione, rendendo più difficile per i supermaschi affermarsi come dominanti. Inoltre, corpi idrici di grandi dimensioni come fiumi e laghi potrebbero richiedere un numero di pesci d’allevamento troppo elevato perché la strategia risulti efficace.

CITATI: CHARLOTTE MUSSER, DAN SCHILL, GEORGE SCHISLER, KEVIN MEYER, ZACHARY BEARD
TAG: ACQUACOLTURA, PESCI, SPECIE INVASIVE, SUPERMASCHI YY, TROTA DI RUSCELLO

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