Animali selvatici
07 Aprile 2026Il Giappone introduce la prima roadmap nazionale per contenere la popolazione di orsi dopo 237 attacchi e 13 vittime nel 2025. Misure straordinarie in vista del risveglio dal letargo

Il governo giapponese ha approvato la prima roadmap nazionale dedicata al controllo degli orsi, una decisione maturata dopo un anno fiscale segnato da 237 attacchi e 13 morti, il dato più alto degli ultimi decenni. L’espansione della specie, cresciuta del 30-40% in quindici anni, e l’imminente risveglio dal letargo hanno spinto l’esecutivo a definire un piano coordinato da nove ministeri, con interventi che includono l’abbattimento programmato e un forte potenziamento delle squadre operative. Le autorità locali, intanto, hanno anticipato gli avvisi di sicurezza, consapevoli che gli orsi appena usciti dal letargo tendono a comportamenti più aggressivi.
Il 2025 ha registrato un numero di incidenti senza precedenti: 237 attacchi e 13 decessi, un bilancio che ha superato qualsiasi dato degli ultimi decenni. Parallelamente, la distribuzione territoriale degli orsi è aumentata del 30-40% negli ultimi quindici anni, ampliando la presenza della specie in aree sempre più vicine ai centri abitati.
Questa combinazione di fattori ha portato il governo a intervenire con una strategia nazionale, per la prima volta strutturata su obiettivi quantitativi e scadenze precise.
La roadmap, coordinata da nove ministeri, segna una discontinuità rispetto alle politiche precedenti. In passato si interveniva solo dopo un avvistamento; ora l’approccio prevede un contenimento numerico programmato.
Il piano punta a ridurre la popolazione di orsi neri asiatici al 62-67% degli attuali livelli nelle regioni di Tohoku, Kanto e Chubu.
Si tratta delle zone con il maggior numero di incidenti. Per raggiungere il target, il governo prevede l’abbattimento annuo di circa il 20% degli esemplari stimati.
Le prefetture del nord hanno anticipato i bollettini di sicurezza. A Iwate, dove già a marzo si è verificato un attacco a un escursionista, le autorità invitano alla massima prudenza: gli orsi che emergono dal letargo in cerca di cibo mostrano spesso comportamenti aggressivi.
Questa fase stagionale rappresenta uno dei momenti più critici per la sicurezza pubblica, soprattutto nelle aree rurali e montane.
Per sostenere il piano, l’esecutivo ha previsto un ampliamento significativo delle capacità di intervento:
● personale triplicato fino a 2.500 unità
● trappole a gabbia raddoppiate fino a 10.000
“Daremo la priorità alla sicurezza pubblica”, ha dichiarato il capo di Gabinetto Minoru Kihara, richiamando la necessità di un sistema coordinato tra amministrazioni locali e governo centrale.
Nonostante la definizione di obiettivi numerici, restano dubbi sull’applicazione pratica delle misure.
Il professor Kiyoshi Yamauchi, esperto di gestione della fauna dell’Università di Iwate, ha spiegato allo Yomiuri Shimbun che la roadmap, redatta in soli quattro mesi, non chiarisce come verranno formate le squadre operative.
Secondo Yamauchi, “la definizione di una scadenza temporale è un passo significativo, ma l’efficacia delle misure richiederà una responsabilità diretta del governo e aggiornamenti costanti”.
Perplessità arrivano anche dalle associazioni di cacciatori locali, che temono che l’aumento del personale possa rivelarsi insufficiente senza competenze adeguate e esperienza sul campo.
CITATI: KIYOSHI YAMAUCHI, MINORU KIHARASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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