Animali selvatici
04 Novembre 2025Crescono le incursioni di orsi bruni e neri nei centri abitati: il Governo giapponese vara nuove misure e valuta di reclutare cacciatori. Gli esperti indicano nel cambiamento climatico e nella scarsità di cibo le cause dell’escalation

Il Giappone sta affrontando la più grave emergenza legata agli orsi degli ultimi decenni: 12 morti e oltre 8mila avvistamenti solo nella prefettura di Akita, dove gli animali sono entrati persino in scuole e supermercati. Di fronte all’aumento senza precedenti degli attacchi, il Governo ha convocato una riunione d’urgenza e varato un piano di intervento che prevede, per la prima volta, il supporto delle Forze militari e il reclutamento di nuovi cacciatori.
Nei giorni scorsi, di fronte al record di incursioni di orsi negli insediamenti urbani, il Governo del Giappone ha convocato una riunione ministeriale per definire entro metà novembre un pacchetto rafforzato di contromisure. Solo dall’inizio dell’anno, 12 persone sono morte a causa degli attacchi degli orsi, il numero più alto registrato nel Paese da quando è iniziato il monitoraggio dei casi negli anni 2000. Inoltre, più di 100 sono rimaste ferite, tra cui almeno uno straniero che è stato attaccato vicino a una fermata dell’autobus in una popolare località turistica.
Secondo il Ministero dell’Ambiente, in Giappone vivono due sole specie di orsi: l’orso nero, presente nell’Honshu, l’isola principale del Paese, e nello Shikoku; e l’orso bruno, il cui habitat naturale è l’Hokkaido, l’isola più a nord dell’arcipelago.
Il capo di Gabinetto, Minoru Kihara, ha definito la situazione “una seria minaccia per la sicurezza pubblica”, dopo che anche il Ministro della Difesa, Shinjiro Koizumi, e quello dell’Ambiente, Hirotaka Ishihara, hanno messo in luce la carenza cronica di personale qualificato, tra cui cacciatori e operatori specializzati per gestire le catture.
In questo contesto, le Forze di autodifesa terrestri (Gsdf), su richiesta del Governatore Kenta Suzuki, si preparano a intervenire in via sperimentale nella prefettura di Akita, situata a nord ovest dell’Honshu, impossibilitata a far fronte alla crisi con le sole forze locali.
I cacciatori giapponesi stanno invecchiando e il loro numero è in calo, in linea con la diminuzione della popolarità della caccia all’orso, un tempo ricercato per la pelliccia e la sua bile. Inoltre, gli esperti affermano che gli orsi si avvicinano sempre più agli habitat umani a causa del cambiamento climatico, che potrebbe spingerli a invadere le abitazioni umane in cerca di cibo, e del calo della popolazione nelle aree residenziali.
L’esperimento di Akita ora rappresenta un precedente significativo, anche se l’aiuto logistico, il trasporto di trappole e materiali non significa abbattimento diretto degli animali. Se questo modello dovesse rivelarsi efficace, osservano gli analisti, altre amministrazioni locali del Giappone settentrionale potrebbero chiedere il supporto delle forze armate, segnando una svolta nella gestione delle emergenze ambientali, che implica una ridefinizione del ruolo delle Forze di autodifesa.
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