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20 Febbraio 2026

Sanità veterinaria, Fnovi diffida la Regione Liguria: Responsabile regionale deve essere un veterinario

Fnovi presenta un’istanza di annullamento contro il decreto che assegna il settore prevenzione sanità animale e sicurezza alimentare a un dirigente non veterinario. Richiamato l’Accordo del 10 settembre 2025 e il rischio di criticità nella gestione delle emergenze sanitarie

di Redazione Vet33


Sanità veterinaria, Fnovi diffida la Regione Liguria: Responsabile regionale deve essere un veterinario

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari Italiani (Fnovi) ha diffidato formalmente la Regione Liguria chiedendo l’annullamento in autotutela del Decreto n. 524/2026, che affida la direzione del Settore prevenzione sanità animale e sicurezza alimentare della Regione a un dirigente privo della qualifica di medico veterinario. Secondo la Federazione, la nomina contrasterebbe con l’Accordo Stato-Regioni del 10 settembre 2025, che riserva l’incarico a dirigenti veterinari, e potrebbe compromettere l’efficacia della governance sanitaria in caso di emergenze epidemiche.

La diffida della Fnovi contro il decreto regionale

La Fnovi ha presentato un’istanza ufficiale di annullamento in autotutela nei confronti del Decreto n. 524/2026 emanato dalla Regione Liguria il 28 gennaio scorso. Il provvedimento attribuisce l’incarico dirigenziale del Settore prevenzione sanità animale e sicurezza alimentare, corrispondente all’Ufficio veterinario regionale, a un soggetto non appartenente alla dirigenza medica veterinaria.
Secondo la Federazione, tale scelta non rispetterebbe i requisiti di professionalità tecnica previsti dalla normativa vigente e configurerebbe una violazione delle disposizioni che regolano l’organizzazione dei servizi veterinari pubblici.

Il riferimento all’Accordo del 10 settembre 2025

Al centro della contestazione vi è il mancato rispetto dell’Accordo del 10 settembre 2025, che stabilisce come l’incarico di Responsabile dei servizi veterinari regionali debba essere conferito esclusivamente a un medico veterinario con qualifica dirigenziale.

Fnovi evidenzia come il ruolo sia assimilabile, per funzioni e responsabilità, a quello del Chief Veterinary Officer (CVO) a livello nazionale. Tale posizione richiede quindi competenze specifiche in sanità animale, sicurezza alimentare e gestione delle emergenze zoosanitarie, competenze che – secondo la Federazione – non possono prescindere dalla formazione veterinaria.

I rischi operativi per la governance sanitaria

Nel documento trasmesso alla Regione Liguria, Fnovi sottolinea che l’affidamento del coordinamento dei servizi veterinari a personale tecnicamente non competente potrebbe creare criticità nella catena di comando, soprattutto in situazioni di crisi epidemiche o emergenze sanitarie che coinvolgono il patrimonio zootecnico e la sicurezza alimentare.
La Federazione richiama quindi l’esigenza di garantire una direzione tecnica qualificata, capace di assicurare tempestività decisionale, coordinamento con il Ministero della Salute e applicazione coerente delle misure di prevenzione e controllo delle malattie animali.

La richiesta di revoca e le possibili azioni legali

Il Presidente Fnovi, Gaetano Penocchio, ha chiesto formalmente alla Regione Liguria di procedere all’annullamento d’ufficio o alla revoca del decreto contestato. In assenza di un riscontro ritenuto soddisfacente, la Federazione ha annunciato la possibilità di adire le autorità giudiziarie competenti. Contestualmente, l’irregolarità è stata segnalata agli organi ministeriali di vigilanza, aprendo un potenziale confronto istituzionale sul rispetto dei requisiti professionali nella governance della sanità veterinaria regionale.

CITATI: GAETANO PENOCCHIO
TAG: CONFERENZA STATO-REGIONI, CVO, FNOVI, REGIONE LIGURIA, SANITà PUBBLICA VETERINARIA, SERVIZI VETERINARI REGIONALI

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