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11 Dicembre 2025

Mozzarelle e carne ad alto valore nutrizionale, la ricerca italiana rivoluziona le filiere bovine

Dai foraggi idroponici alle microcapsule rumino-protette: il progetto One Health–One Welfare–One World migliora qualità nutrizionale, benessere animale e impatto ambientale. Presentati i risultati dopo 30 mesi di lavoro

di Redazione Vet33


Mozzarelle e carne ad alto valore nutrizionale, la ricerca italiana rivoluziona le filiere bovine

Trenta mesi di ricerca, tre università coinvolte e oltre dieci imprese della filiera agro-zootecnica. È il cuore di One Health–One Welfare–One World, il progetto che ha sviluppato nuovi protocolli produttivi e alimentari capaci di migliorare la qualità nutrizionale di carni, latte e formaggi, ridurre l’impatto ambientale e rafforzare il benessere animale. Tra foraggi idroponici alimentati da reflui zootecnici, oli essenziali microincapsulati e tecnologie di trasformazione innovative, la ricerca apre a una nuova generazione di prodotti lattiero-caseari e carni “funzionali”. Un trial clinico su 100 volontari conferma benefici sul microbiota intestinale. 

Un progetto multidisciplinare per rinnovare le filiere di latte e carne

Il progetto, guidato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari in collaborazione con gli Atenei di Teramo e Molise, rappresenta una delle iniziative One Health più strutturate del Mezzogiorno, con l’obiettivo di integrare benessere animale, qualità nutrizionale e sostenibilità ambientale. Alla rete accademica si sono affiancate numerose aziende pugliesi, coinvolte nello sviluppo di soluzioni applicabili direttamente nelle filiere produttive.
La sperimentazione della coltivazione idroponica alimentata da reflui zootecnici ha mostrato un miglioramento del valore nutritivo dei foraggi, con la riduzione del consumo idrico ed energetico. Particolarmente efficace lo studio dei ricercatori del professor Giuseppe De Mastro, che hanno messo a punto il mix “orzo 80% + pisello proteico 20%”, in grado di aumentare resa e tenore proteico. Parallelamente sono stati sviluppati packaging biodegradabili e attivi per prolungare la shelf-life dei prodotti, ridurre sprechi e rafforzare la sicurezza alimentare.

Oli essenziali, piante officinali e una nuova strategia alimentare

La nutrizione animale è stata riformulata attraverso protocolli basati su foraggi verdi e fitoestratti naturali. Gli oli essenziali di alloro, rosmarino e origano – insieme agli estratti di carciofo ricavati da sottoprodotti locali – hanno mostrato in vitro miglioramenti nella fermentazione ruminale, con maggiore digeribilità e una riduzione delle emissioni di metano.
La novità più rilevante è lo sviluppo di microcapsule rumino-protette, in grado di superare il rumine e rilasciare gli oli attivi nell’abomaso e nell’intestino. Questa tecnologia, che è stata brevettata, massimizza l’effetto antimicrobico e antinfiammatorio senza interferire con la fermentazione ruminale.

Effetti sugli animali e sui prodotti: carne e latte più “funzionali”

Le prove in vivo su bovini da latte e da carne hanno confermato i risultati preliminari: migliori accrescimenti negli animali da carne, riduzione delle emissioni enteriche di metano, miglioramento dei parametri metabolici e immunitari. Le carni ottenute presentano un profilo lipidico più equilibrato, maggiore stabilità e migliore aroma; il latte mostra un bilanciamento lipidico più favorevole e potenziali beneficio nutrizionale.
I risultati del trial clinico

I ricercatori del DiSSPA, guidati dal professor Michele Faccia, hanno sviluppato formaggi e prodotti carnei con minore contenuto lipidico e maggior apporto di fibre grazie all’aggiunta di inulina e di altri sottoprodotti vegetali.
Prototipi di mozzarella e hamburger sono stati quindi valutati in un trial clinico su 100 volontari, condotto dal Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Bari e coordinato dal professor Piero Portincasa: i partecipanti alla ricerca hanno riportato miglioramenti dei sintomi gastrointestinali e, dalle analisi del microbiota, una maggiore stabilità della flora intestinale.

Protocolli certificati CSQA per le aziende

Tutte le procedure sviluppate sono state certificate da CSQA attraverso un disciplinare articolato in cinque pilastri: benessere animale, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il modello è già pronto per essere adottato dalle imprese, offrendo un percorso verificabile per qualificare la produzione secondo criteri riconosciuti a livello nazionale.

Una nuova visione One Health per le filiere zootecniche italiane

“Il progetto dimostra come la ricerca multidisciplinare possa generare innovazioni concrete per migliorare la qualità delle produzioni, il benessere degli animali e la sostenibilità delle filiere” afferma il responsabile scientifico professor Pasquale De Palo. “L’integrazione tra università, imprese e territorio ha permesso di sviluppare soluzioni avanzate – dal foraggio idroponico ai sistemi di microincapsulazione, dai prodotti funzionali ai protocolli certificati – che rendono le filiere bovine più resilienti e competitive rispetto alle sfide del mercato globale. I risultati ottenuti aprono la strada a futuri sviluppi industriali e alla possibilità di trasferire le innovazioni ad altre filiere del settore agroalimentare, confermando il ruolo degli atenei italiani come motore strategico di innovazione sostenibile”.

CITATI: GIUSEPPE DE MASTRO, MICHELE FACCIA, PASQUALE DE PALO, PIERO PORTINCASA
TAG: BENESSERE ANIMALE, BOVINI, CARNE, COLTIVAZIONE IDROPONICA, MOZZARELLE, QUALITà DEL PRODOTTO, UNIVERSITà DEGLI STUDI DEL MOLISE, UNIVERSITà DEGLI STUDI DI BARI, UNIVERSITà DEGLI STUDI DI TERAMO, ZOOTECNIA

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