Alimentazione
07 Ottobre 2025Nel 2024 il Ministero della Salute ha registrato il numero più alto di notifiche degli ultimi otto anni: il 32% riguarda rifiuti alle frontiere, mentre crescono le segnalazioni per prodotti italiani, soprattutto carne e pollame

Il Ministero della Salute ha pubblicato la relazione annuale 2024 sul Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rasff). Le notifiche pervenute sono state 5.268, il numero più alto degli ultimi otto anni. L’Italia si conferma tra i primi Paesi membri per numero di segnalazioni inviate (494), mentre i principali pericoli individuati restano di natura microbiologica, con rischio serio per i consumatori.
Il Ministero della Salute ha pubblicato i risultati del Sistema Rasff, riferiti al 2024. Le notifiche pervenute nel corso dell’anno in oggetto sono state 5.268, con un aumento del 12% (+585) rispetto all’anno precedente (4.683 nel 2023) e oltre la metà delle segnalazioni legate ad alimenti. Si tratta del numero più alto degli ultimi otto anni; nel 2015 erano quasi la metà, 2.967 notifiche.
Tra le notifiche del 2024, 1.670 sono state le Border Rejection (31.7%), 1.282 le notifiche di allerta (24,3%) che hanno riguardato prodotti distribuiti sul mercato e 2.305 le notifiche di informazione (1.290 riguardano informazioni per attenzione e 1.015 informazioni per follow up).
Il sistema di allerta è stato attivato anche a seguito di non conformità rilevate dall’operatore del settore alimentare nell’ambito delle proprie attività di autocontrollo. Nel 2024 tali notifiche sono state 1.197 (22,8%).
In generale, la maggior parte delle notifiche, 4.767, ha riguardato gli alimenti, 315 l’alimentazione animale e 183 i materiali a contatto con gli alimenti (Moca).
L’Italia ha trasmesso 494 notifiche, pari al 9,4%, e risulta il quarto Paese membro per numero di segnalazioni inviate. I prodotti italiani oggetto di allerta europea sono stati 210, 5 in più rispetto all’anno precedente (205 nel 2023, 146 nel 2022, 172 nel 2021, 125 nel 2020 e 146 nel 2019).
Al primo posto ci sono frutta e vegetali (38, pari all’18,1%), seguite da carne e prodotti a base di carne diversa dal pollame (21, 10%), latte e prodotti a base di latte (20, 9,5%), cereali e prodotti da forno (17, 8,1%), altri prodotti o prodotti misti (12, 5,7%), molluschi bivalvi (11, 5,2%), mangimi e materi prime per mangimi (10, 4,8%), moca (8, 3,8%). erbe e spezie (8, 3,8%), piatti pronti e snacks (8, 3,8%).
Le notifiche nazionali inserite nel sistema Rasff hanno avuto come oggetto principalmente gli alimenti per uso umano (290, 95,4%), in particolare la carne ed i prodotti a base di carne di pollame.
I pericoli riscontrati sono stati soprattutto di natura microbiologica con rischio serio per i consumatori, rilevati a seguito di controlli ufficiali svolti sul mercato dalle autorità competenti locali. La maggior parte di irregolarità ha riguardato microorganismi patogeni come Salmonella spp., Escherichia coli e Listeria monocytogenes. Le autorità hanno attivato misure di richiamo e ritiro dei prodotti.
TAG: ALIMENTI, MANGIMI, MINISTERO DELLA SALUTE, RASFFSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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