Animali da Reddito
28 Novembre 2025Le principali associazioni veterinarie europee e internazionali chiedono una transizione globale dal fur farming, citando criticità di benessere animale, rischio sanitario e impatti ambientali. Proposta una fase di eliminazione nel prossimo decennio

L’allevamento di animali da pelliccia non è più sostenibile né giustificabile in un’ottica One Health e One Welfare. È il messaggio contenuto nel position paper adottato dall’Assemblea Generale della Federation of Veterinarians of Europe (Fve), firmato insieme alla Federazione delle Associazioni Veterinarie per Animali da Compagnia (Fecava) e alla World Small Animal Veterinary Association (Wsava). Un appello condiviso e coordinato per eliminare gradualmente il fur farming a livello globale, sostenendo una transizione che tuteli animali, ambiente e operatori.
Il documento, approvato il 14 novembre 2025, nasce dall’evidenza che le criticità intrinseche del fur farming non possono più essere mitigate con adeguamenti di gestione o biosicurezza. Secondo le tre associazioni:
● le specie allevate per le pellicce manifestano bisogni etologici difficili da soddisfare in contesti intensivi;
● l’elevata densità animale può facilitare eventi di spillover e diffusione di patogeni;
● gli impatti ambientali risultano incompatibili con un modello produttivo sostenibile.
Valutato attraverso il paradigma One Health-One Welfare, il bilancio complessivo appare sproporzionato rispetto ai benefici economici residui del settore.
Fve, Fecava e Wwava propongono una roadmap progressiva da completare entro il prossimo decennio, articolata in tre passaggi:
1. Eliminazione graduale per legge degli allevamenti di animali da pelliccia introducendo norme nazionali ed europee che prevedano la fine della produzione entro tempi definiti e omogenei.
2. Stop all’immissione sul mercato di pellicce e prodotti derivati per evitare che la domanda continui a sostenere la filiera anche in assenza della produzione interna.
3. Divieto di importazione dai Paesi che non hanno ancora adottato la fase-out con l’obiettivo di evitare distorsioni del mercato e spostamenti del rischio sanitario verso altre aree geografiche.
Le associazioni sottolineano la necessità di accompagnare il cambiamento con programmi di supporto economico per gli allevatori coinvolti, investimenti in filiere alternative sostenibili e periodi di transizione sufficientemente lunghi (10 anni) per salvaguardare il tessuto socio-economico delle aree rurali.
La posizione è stata presentata durante i lavori della Ga Fve, che ha ospitato anche la relazione del professor Jeroen Dewulf dell’Università di Ghent, sull’importanza della biosicurezza e sul ruolo centrale del medico veterinario nella prevenzione epidemiologica
CITATI: JEROEN DEWULFSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
14/01/2026
Nel nuovo assetto definito dal Ministero dell’Economia cresce il peso della data science e del rapporto tra ISA e Concordato Preventivo Biennale
A cura di Redazione Vet33
14/01/2026
Uno studio su “Museologia scientifica” ricostruisce con radiografie e TAC come vennero realizzate le celebri ampolle tassidermiche di padre Fourcault, conservate al Must dell’Università di...
A cura di Redazione Vet33
13/01/2026
L’Italia vota a favore in cambio di maggiori fondi Pac e nuove salvaguardie. Francia, Polonia, Irlanda, Ungheria e Austria votano contro. Anche agricoltori e ambientalisti contestano l’intesa:...
A cura di Redazione Vet33
13/01/2026
Operativi dal 1° gennaio, i PDA uniformano protocolli, criteri applicativi e strategie diagnostiche nella rete degli IIZZSS. Con ClassyFarm un cruscotto dedicato per stewardship, sorveglianza ed...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022