Professione
28 Novembre 2025Il Comune concede più tempo ai medici veterinari rimasti senza struttura dopo la demolizione per le Olimpiadi, ma manca una soluzione definitiva. In Parlamento continua il confronto politico, mentre il TAR Veneto deciderà il 10 dicembre sugli obblighi del Comune

Prorogata fino al 20 gennaio 2026 la permanenza dei medici veterinari di Cortina d’Ampezzo, Fabio Frison e Alessandro Siorpaes, nei locali provvisori di Fiames, dopo mesi di incertezze legate alla demolizione dell’unico ambulatorio presente sul territorio per far posto alla cabinovia olimpica. La decisione del Comune arriva in extremis, mentre resta aperta la questione di una sede stabile e mentre prosegue il contenzioso davanti al TAR Veneto, atteso in udienza il 10 dicembre. Intanto il caso approda anche in Parlamento, dove si discute della tutela dell’assistenza veterinaria in vista dei Giochi Milano-Cortina 2026.
Il Comune di Cortina d’Ampezzo ha ufficializzato la proroga: i locali provvisori di Fiames, finora utilizzati dai medici veterinari rimasti senza struttura a seguito della demolizione dell’ambulatorio storico, potranno essere utilizzati fino al 20 gennaio 2026.
La comunicazione è arrivata dal Settore Opere Pubbliche Patrimonio e Ambiente, pochi giorni prima della scadenza del 30 novembre, quando i professionisti avrebbero dovuto lasciare anche i locali provvisori situati in piena “zona rossa” del villaggio olimpico.
Una decisione giunta dopo settimane di mobilitazioni della comunità locale e dopo gli impegni verbali assunti dall’Assessore al Patrimonio Monica De Mattia. Restano tuttavia tutte le criticità: la struttura è provvisoria, poco idonea e soggetta alle limitazioni imposte dalla viabilità invernale e dalle misure di sicurezza dell’area olimpica.
L’Ambulatorio Veterinario Associato Cortina, unico presidio veterinario del territorio, è stato demolito per consentire i lavori della cabinovia destinata ai Giochi invernali Milano-Cortina 2026. La vicenda ha provocato un improvviso vuoto assistenziale e un drastico calo dell’attività dei professionisti, che non hanno ricevuto indennizzi né alternative stabili.
La questione è quindi approdata in Parlamento su spinta di Anmvi, grazie all’interrogazione dell’Onorevole Luana Zanella (Avs), che ha denunciato come la demolizione abbia privato gli animali di un presidio essenziale attivo 24 ore su 24. L’Onorevole ha chiesto un intervento del Ministero della Salute per ristabilire un ambulatorio conforme ai requisiti igienico-sanitari, soprattutto in vista dell’aumento di animali al seguito dei turisti e dei flussi previsti per le Olimpiadi.
“I due veterinari sono stati costretti a trasferirsi in una struttura fatiscente, priva dei requisiti minimi di legge, isolata e inadeguata. Poi è arrivato persino lo sgombero imposto dal Comune, senza offrire un’alternativa. Una gestione amministrativa irresponsabile che ha prodotto un danno evidente: animali malati senza cure, calo drastico delle attività professionali e un territorio che si avvia alle Olimpiadi senza un servizio indispensabile” ha sottolineato l’on. Zanella.
“Mentre si accelerano le opere per la cabinovia olimpica, si lascia un presidio sanitario essenziale ridotto a macerie. È questo il modello di sviluppo che vogliamo? Investimenti milionari per i grandi eventi e zero attenzione ai servizi di base?”
“Ho chiesto al Ministro della Salute un intervento immediato e un coordinamento efficace con la Regione Veneto e il Comune: Cortina deve riavere subito un ambulatorio veterinario stabile, conforme ai requisiti igienico-sanitari e capace di garantire continuità assistenziale. Non accetteremo ulteriori ritardi né rimpalli di responsabilità. La tutela degli animali e il diritto alla salute non possono essere sacrificati sull’altare delle Olimpiadi”.
Il Sottosegretario alla Salute con delega alla veterinaria, Marcello Gemmato, ha attribuito la gestione del caso alla competenza regionale, ricordando che l’ambulatorio demolito era una struttura privata ospitata in un locale comunale.
Il Sottosegretario ha inoltre osservato che il servizio veterinario pubblico dell’Azienda ULSS 1 è operativo e che nel territorio sono presenti due cliniche veterinarie private (Vodo di Cadore e Lozzo di Cadore) in grado di assicurare assistenza.
La deputata Zanella ha contestato la risposta, sottolineando che la gestione delle opere olimpiche coinvolge anche lo Stato e che le strutture alternative sono logisticamente difficili da raggiungere, specie durante l’afflusso turistico.
Sul caso pende il ricorso dei veterinari titolari dell’ambulatorio demolito contro il Comune di Cortina d’Ampezzo e la Provincia di Belluno. Il TAR Veneto ha fissato un’udienza collegiale il 10 dicembre, chiedendo alle parti di chiarire gli obblighi derivanti dal contratto di cessione dei beni immobili firmato a settembre.
Il giudice amministrativo dovrà valutare se il Comune abbia disatteso gli impegni per garantire la continuità del servizio veterinario; se siano dovuti indennizzi ai professionisti espropriati; se la sistemazione provvisoria rispetti gli obblighi assunti dall’amministrazione.
La nuova scadenza del 20 gennaio offre un margine di respiro ai medici veterinari coinvolti, ma non risolve il nodo principale: Cortina, a pochi mesi dall’evento sportivo più atteso, non dispone di un presidio veterinario stabile, né sono stati presentati progetti concreti per ricostruirlo. La comunità locale, i professionisti e le associazioni continuano a chiedere una soluzione definitiva che garantisca assistenza continuativa agli animali del territorio e un luogo idoneo e sicuro per l’attività clinica, senza dimenticare la tutela dei professionisti coinvolti nella vicenda.
CITATI: ALESSANDRO SIORPAES, FABIO FRISON, LUANA ZANELLA, MARCELLO GEMMATO, MONICA DE MATTIASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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